Riforma del catasto, chi rischia i rincari


La riforma è appena iniziata, ma i primi effetti o almeno quelli potenziali sono già chiari. I rincari sono assicurati, anche per alcune città emiliano romagnole. È quanto emerge da una classifica stilata dal Sole 24 ore rielaborata da Nomisma, che traccia la mappa delle rendite più distanti dal mercato. Secondo la classifica, dunque, a rischiare maggiormente il rincaro è Rimini, il cui valore catastale supera i 90mila euro, ma il prezzo di mercato è di oltre 285mila euro, per un divario percentuale del 217%. Percentuali più elevate, infatti, indicano una maggiore inadeguatezza della base imponibile che si riflette sulla distribuzione di Imu e Tasi. E se a rischiare meno è Ferrara, il cui divario è del 63% (rospetto a percentuali di divario che per Parma toccano il 159%, il 143% per Piacenza, il 123% per Ravenna e il 120% per Forlì), Bologna e Modena si posizionano a metà strada della classifica (insieme a Reggio Emilia, che registra un divario pari al 104%). Per Modena si parla di un valore catastale pari a poco più di 103mila euro e di un valore di mercato che sfiora i 220mila euro, per un divario pari al 112%, guadagnando c0sì la 54esima posizione a livello nazionale. Poco più giù, al 63esimo posto, Bologna con un divario pari al 98%, frutto di un valore catastale di 134mila euro e un prezzo di mercato di 266mila euro. Interessante la distinzione fatta tra le abitazioni di tipo A/3 (quelle di tipo economico) e quelle in categoria A/2 (di tipo civile). Queste ultime hanno rendite catastali mediamente più alte, ma spesso i valori di mercato sono identici. Tradotto vuole dire che chi possiede un’abitazione A/3 beneficia oggi di una sorta di sconto fiscale, ma una volta che la riforma del catasto sarà a regime rischia i maggiori rincari. A Bologna ad esempio il 70% delle abitazioni è proprio in A/3, e il divario tocca quota 90%. Per Modena invece si parla del 26% sul totale delle case, ma il divario tra prezzo di mercato e valore catastale è pari al 194%.

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