Rifiuti, il Piano di Errani: -25% entro il 2020


Una riduzione del 25% dei rifiuti pro-capite prodotti in Emilia-Romagna entro il 2020. Il raggiungimento di almeno il 70% di raccolta differenziata tra Piacenza e Rimini. Il riciclaggio di carta, metalli, plastica, legno, vetro e organico “per almeno il 65% in termini di peso rispetto al quantitativo totale delle stesse frazioni attraverso la promozione di filiere industriali del recupero”. Una “progressiva chisura” delle discariche e l’utilizzo “residuale degli inceneritori” e dei termovalorizzatori ” per lo smaltimento finale”. Sono questi i principali obiettivi del piano rifiuti della Regione, in base alla sintesi tecnica fornita ai consiglieri regionali.

Il piano, a cui ha a lungo lavorato l’ex assessore all’Ambiente dell’Idv Sabrina Freda prima di essere “licenziata” nel settembre scorso dal presidente Vasco Errani (che si è da allora occupato il prima persona del piano rifiuti, tendendo per sè la delega ambientale) fa riferimento “alla capacità autorizzata degli impianti di termovalorizzazione e non prevede aumenti della stessa ma solo eventuali modifiche delle autorizzazioni esistenti – si legge nella sintesi- al fine di poter garantire l’autosufficienza alla gestione dei rifiuti speciali prodotti sul territorio regionale”.
Le previsioni di riduzione dei rifiuti e di aumento della raccolta differenziata, si legge in un altro passaggio, “determinano una progressiva diminuzione della quantità di rifiuto indifferenziato residuo complessivamente gestito negli impianti di trattamento meccanico-biologico, di termovalorizzazione e nelle discariche. Non è quindi necessario – afferma il piano – realizzare nuovi impianti di smaltimento bensì prevedere il miglioramento dei livelli prestazionali di alcuni degli impianti già esistenti”.

Obiettivi che non hanno però convinto il Movimento 5 stelle. “Per lavorare non servono intenti, ma dati precisi. E di questo non c’è traccia nella sintesi”, obietta infatti il consigliere regionale M5s Andrea Defranceschi in una nota. “Persino l’ambizioso piano di riduzione del 20-25% dei rifiuti prodotti non si dice come si otterrà – osserva il consigliere – si parla genericamente di “politiche per la riduzione degli sprechi alimentari e degli imballaggi”, il che è un po’ pochino, dato che si tratterebbe di lavorare con le aziende multinazionali per modificare gli imballaggi. Sempre che si voglia incidere davvero”.

Nel frattempo, constata Defranceschi, la “Siamo senza piano regionale dei rifiuti, ma in compenso con una marea di impianti e con una corsa a presentare domande di ampliamento o nuove aperture di discariche, prima che il piano venga approvato”.

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