Rifiuti campani al nord. Cade la barricata della Lega


30 GIU. 2011 – La Lega Nord cominci pure a organizzare i blocchi stradali. A minacciarli era stato, in Emilia-Romagna, il consigliere regionale Mauro Manfredini. Dalle parole tocca ora passare ai fatti. Il Consiglio dei ministri ha infatti licenziato, anche se con il no del Carroccio, il decreto che dà il via ai trasferimenti delle montagne di immondizia. Il provvedimento non ha trovato il giudizio favorevole della Conferenza delle regioni. Una ragione della bocciatura è che consente alla Campania di evitare il confronto in sede di conferenza unificata. La Regione di Caldoro può quindi trattare con le altre regioni singolarmente per la spedizione dei propri rifiuti. Vasco Errani, in qualità di presidente della Conferenza delle regioni, ha detto che il decreto "non risolve nella sostanza il problema venutosi a creare" e che sarebbe estremamente necessario avere già fissate "procedure certe per l’aperture di nuove discariche in Campania".L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha ieri approvato una risoluzione che chiede alla giunta di Errani di dare la disponibilità allo smaltimento sul territorio regionale di quantitativi concordati di spazzatura partenopea. A votare sì, oltre alla maggioranza di centro sinistra, anche i due consiglieri del Movimento 5 stelle legato al blog di Beppe Grillo. Contrari, ovviamente, sono stati gli esponenti della Lega e anche quelli del Pdl.Mentre sui banchi dei leghisti facevano bella mostra di sé finti sacchi di immondizia, il capogruppo dell’Idv Liana Barbati ha ricordato che l’Emilia-Romagna fin dal 1995 ha ricevuto ingenti quantità di rifiuti anche dalle regioni del nord. Famoso è il caso dell’emergenza dei rifiuti in Lombardia, quando ad essere governatore era già Formigoni, e primo cittadino di Milano era Formentini. Oggi quantità di materiale da smaltire arriva dal Veneto. Ad essere coerenti con i metodi di valutazione della Lega si dovrebbero alzare barricate nei confronti di tutti.A incenerire i carichi in partenza da Napoli e dintorni sarà l’impianto di Hera a Imola. Già nel 2008 nella bocca dello stesso forno sono stati fagocitate tremila tonnellate di indifferenziata. Lo scorso inverno, sempre in un’impianto dell’imolese, sono state invece smaltite cinquemila tonnellate, ma di frazione umida.

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