Riccò, gli esami confermano l’autotrasfusione


©Trc-TelemodenaMODENA, 10 FEB. 2011 – I risultati degli esami eseguiti su Riccardo Riccò sono compatibili con il racconto del ciclista, di un’auto trasfusione artigianale, con sangue mal conservato. La procura, che però non ha ancora interrogato l’atleta formiginese, ha disposto accertamenti per valutare se è possibile che abbia veramente fatto tutto da solo, come ha dichiarato fin dall’inizio ai medici, o se è stato in qualche modo aiutato, da qualcuno a lui vicino e comunque non particolarmente esperto, visto che la pratica ha poi provocato il blocco renale.UNA PRATICA DOPANTE PERICOLOSA, PARLA L’ESPERTOL’autoemotrasfusione è considerata una pratica dopante nello sport dal 1985, ma è ancora utilizzata negli ospedali, in quanto meno rischiosa di una normale trasfusione. Ma la conservazione del sangue deve avvenire seguendo rigidissimi standard. Pericolosissimo, oltre che vietato, il fai da te, come ci ha spiegato stamattina il professor Giuliano Montagnani, responsabile del servizio di medicina trasfusionale del Policlinico.

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