Riccardo Riccò, una carriera di successi e di cadute


©Trc-TelemodenaMODENA, 8 FEB. 2011 – Le promesse, la grande scalata al professionismo, i successi a Giro d’Italia e Tour de France, prima della caduta per doping e del tentativo di rinascita. Di certo non si può dire che la carriera di Riccardo Riccò, 27 anni compiuti lo scorso settembre, abbia regalato dei momenti di monotonia.Protagonista sempre, nel bene e nel male, lo scalatore di Formigine. A livello giovanile ha alternato ottimi risultati a sospensioni a causa di valori dell’ematocrito oltre il limite consentito, che in un paio di circostanze gli hanno anche negato la maglia azzurra. Nel 2005 la svolta, con il riconoscimento da parte della federazione internazionale di un livello di ematocrito prodotto naturalmente dal proprio corpo fino al 51%. Riccò fa il salto fra i professionisti e nel 2006 arrivano le prime vittorie, ma è nel 2007 che conquista il palcoscenico più importante vincendo al Giro d’Italia la tappa delle Tre Cime di Lavaredo. Un trampolino di lancio, verso un 2008 che tutti prevedono da protagonista. Il formiginese non delude e al Giro conquista tre frazioni e chiude al secondo posto nella classifica generale alle spalle della maglia rosa Contador. Annuncia che non parteciperà al Tour de France, poi cambia programma.Fa la voce grossa con due successi di tappa, ma il 17 luglio 2008 viene trovato positivo al Cera, l’Epo di terza generazione. Due anni di squalifica, poi ridotti a 20 mesi e scaduti il 18 marzo 2010, giusto in tempo per tornare alle corse e riassaporare il gusto della vittoria. Una stagione di transizione, prima di puntare di nuovo al vertice, con il contratto che lo lega oggi alla Vacansoleil e la prospettiva di prendere parte di nuovo a Giro e Tour. Prima del malore di domenica che ora mette in dubbio i progetti per il suo 2011.

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