Ricattavano gli immigrati: 10mila euro per un permesso


27 LUG 2009 – Lucravano sull’immigrazione riuscendo a estorcere agli stranieri senza pemesso cifre tra i 7000 e i 10mila euro. Per farlo avevano messo su una vera e propria stamperia a Carpi (Modena) dalla quale partivano documenti falsi che, con la complicità di due dipendenti delle Poste, venivano inviati alle Questure per formalizzare l’ingresso in Italia e lo status di lavoratori di numerosi extracomunitari.A smantellare l’organizzazione, composta da sei persone residenti tra Reggio Emilia e Modena, è stato l’ufficio immigrazione della Questura di Campobasso. In carcere, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sono finiti: Pier Alessandro Giorgieri, Gilberto Leonardi, Alessandro Pacilio e Mauro Corazzi. A Lara Leonardi e Licia Baraldi il Gip di Larino (Campobasso) ha concesso i domiciliari.Una cinquantina i casi accertati solo dalla questura di Campobasso, ma gli investigatori ritengono che siano circa 300 e anche in altre regioni. L’anello di raccordo con l’organizzazione erano, secondo gli inquirenti, Corazzi e Pacilio, rispettivamente funzionario e dipendente delle Poste di Reggio Emilia e Montecchio Emilia (Reggio Emilia). Il primo riceveva la documentazione omettendo i necessari controlli per l’inoltro dei documenti; il secondo si rendeva disponibile a depositare e inviare le pratiche di soggiorno dirette a Campobasso. Troppe, però, e sempre da quell’ufficio. Una situazione poco chiara che ha indotto a eseguire controlli approfonditi. Nell’operazione – denominata "San Giorgio" dalla fittizia società di cui risultava amministratore Giorgieri – sono indagate una quarantina di persone, alcune delle quali molisane, che avrebbero reso false dichiarazioni in qualità di datori di lavoro in cambio di una "ricompensa" di tremila euro. I clandestini, invece, provenienti soprattutto dal Nord Africa, pagavano tra i 7.000 e 10.000 euro.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet