Riallacciata la luce alla Verlicchi


BOLOGNA, 22 APR. 2011 – Niente presidio dei lavoratori della Verlicchi per Pasqua. L’obiettivo del riallaccio della luce da parte di Hera è stato infatti ottenuto oggi, dopo una protesta davanti ai cancelli della multiutility. E’ stato così superato un altro ostacolo che rendeva più difficile la ripresa della produzione negli stabilimenti di Zola Predosa. Nonostante l’accordo siglato nei giorni scorsi tra il curatore fallimentare e la Provincia di Bologna, la corrente elettrica non era ancora stata riallacciata.Tutti tirano un sospiro di sollievo per il contatore che riprende a girare. Anche perché Ducati Motor è pronta ad affidare all’azienda di Zola Predosa la costruzione di alcuni telai e qualche altra commessa potrebbe arrivare anche da Bmw. Il sindaco zolese Stefano Fiorini esprime soddisfazione: ora "non ci possono più essere ostacoli alla ripresa delle attività e al rilancio della Verlicchi". E aggiunge di aver ripreso, insieme al curatore fallimentare Fausto Maroncelli, "diversi contatti con i clienti dell’azienda, clienti storici e nuovi potenziali, e quindi, ora, è finalmente possibile ripartire con la produzione".Soddisfazione anche dal Pd di Bologna, con il segretario Raffaele Donini (riattivare le utenze alla Verlicchi è "una decisione di buon senso") e la senatrice Rita Ghedini ("ora si vada avanti nell’ottica di una collaborazione fra lavoratori, impresa e istituzioni per rilanciare"), che torna a sollecitare interventi del Governo per tutto il settore motociclo in crisi.Più duro il commento di Giovanni Favia del Movimento 5 Stelle: "Hera strozza le aziende come le peggiori banche", prima rifiuta la corrente alla Verlicchi, "che perde così 10.000 euro al giorno. Poi ci ripensa, ma esige la restituzione prioritaria dei propri crediti: Hera vanta 250.000 euro di crediti e li esige con una prelazione rispetto agli stipendi dei lavoratori". Un "atteggiamento vergognoso", afferma: Hera è una spa pubblica e "gode di ottima salute, non ha bisogno di esigere con urgenza quel pagamento. La sua arroganza rischia di tarpare le ali alla rinascita della Verlicchi. E i politici che fanno? Accettano che un’azienda partecipata come Hera soffochi le imprese in un momento così delicato? Scriveremo a Daniele Manca, a capo del Patto di Sindacato, per chiedere di modificare il codice etico di Hera".

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