la riminiese alberta ferretti a pitti uomo


RIMINI 12 GENNAIO Trenta abiti unici, indossati da altrettante donne "speciali" (nella foto, la blogger Chiara Ferragni). Questo il tema della sfilata di Alberta Ferretti, che ieri sera a Firenze ha ufficialmente dato il via agli eventi di Pitti Uomo 79. All’interno della chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte, location d’eccezione adiacente a Ponte Vecchio, la stilista di Cattolica ha mandato in passerella abiti creati per l’occasione, indossati da modelle e personaggi femminili dalla forte personalità. Ricercatrici universitarie, attrici, sportive, ballerine, socialite hanno accettato la sfida della designer di utilizzare la moda come trait d’union tra le donne che, ognuna a suo modo, costruiscono opportunità per l’universo femminile di oggi. Speciale anche la musica, quella live di Elisa, che ha aperto lo show e ha poi accompagnato tutta la sfilata, proponendo un medley dei suoi brani più famosi, rigorosamente in versione unplugged. Percorsa la pedana, le modelle si sono fermate sul fondo della navata, formando un “tableau vivant”, un maxi quadro vivente disposto sull’altare della chiesa. Come ha spiegato a fashionmagazine.it Alberta Ferretti, “non potendolo disegnare, ho voluto espressamente ricreare l’immagine di un dipinto antico, per esaltare la cultura dell’Italia di alto livello, che qui a Firenze trova una delle sue massime espressioni”. Ed è proprio questo l’intento della creatrice di moda: valorizzare l’importante heritage che sta alla base del vestire italiano, ideando abiti speciali, ma in grado di esistere e di essere indossati da tutte le donne. “La moda è troppo piatta e mi rendo conto, anche parlando con le mie clienti, che abbiamo perso il senso dell’eleganza – ha proseguito -. Con queste proposte ho voluto dare vita a qualcosa di unico”. I cachet delle modelle e dei personaggi femminili intervenuti sono stati devoluti dall’azienda romagnola all’associazione umanitaria Jordan River Foundation, presieduta dalla regina Rania di Giordania, che lotta per l’emancipazione femminile.

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