Reti d’impresa, nasce il laboratorio regionale


BOLOGNA, 14 FEB. 2013 – Carisbo, Cariromagna, Banca Monte Parma e le Associazioni di categoria dell’Emilia Romagna hanno firmato oggi, insieme a Unioncamere Emilia Romagna, un accordo che servirà a promuovere la nascita di nuove reti d’impresa. Il protocollo istituisce un Laboratorio regionale che indirizzerà le aziende interessate fin dalle prime fasi e le faciliterà nell’impostazione del progetto di rete. Il tavolo operativo si riunirà periodicamente per individuare le aziende più idonee a “fare rete”, intercettarne i bisogni, offrire un contributo rispetto alla fattibilità dei progetti, la loro finanziabilità, gli spazi di miglioramento. Fondamentale sarà la possibilità di mettere a fattor comune la conoscenza di territorio e imprese delle Associazioni di categoria e l’esperienza di Intesa Sanpaolo, con le sue banche attive in Emilia Romagna, che ha supportato la costituzione di molte reti d’impresa in diverse regioni italiane. Anche Unioncamere Emilia Romagna farà parte del Laboratorio, a conferma del forte significato innovativo assegnato a questo nuovo modo di “fare sistema”. Il Laboratorio sarà inoltre promotore di tavoli tecnici, seminari ed eventi dedicati alle imprese interessate ad approfondire il tema della collaborazione in rete.A novembre 2012 le reti d’impresa in Emilia Romagna erano 79, per un totale di 312 aziende coinvolte, al terzo posto a livello nazionale dopo la Lombardia (646 imprese) e la Toscana (443), seguita dal Veneto (238). In Emilia Romagna si è registrata un’accelerazione dei contratti di Rete a partire dal luglio 2011. Tuttavia c’è ampio spazio per una maggiore diffusione dello strumento. In Emilia Romagna le reti sono composte in larga misura da micro e piccole imprese (83,5%, maggiore del dato nazionale: 81%), con un’elevata differenziazione settoriale (servizi, industria, costruzioni, agribusiness). Potenziamento della fase commerciale, efficienza produttiva e innovazione sono i principali obiettivi delle imprese della regione in rete.“Il Laboratorio per le reti di impresa – ha dichiarato Adriano Maestri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – nasce nell’ambito di una sempre più concreta collaborazione con le Associazioni locali e Unioncamere Emilia Romagna. L’obiettivo comune è rendere le imprese del nostro territorio più forti e più competitive. Lo strumento della rete si adatta molto bene ad una realtà imprenditoriale d’eccellenza come quella dell’Emilia Romagna, dove ci sono però anche aziende troppo piccole per intraprendere da sole progetti internazionali o di innovazione. Le banche del territorio di Intesa Sanpaolo mettono a disposizione delle imprese interessate a fare rete servizi finanziari e di advisory attraverso un team di specialisti dedicati. Proprio perché appartenere ad una rete può essere un fatto molto positivo per un’azienda non faremo mancare il credito necessario di fronte a progetti ben strutturati.”“Con i decreti legge emanati negli ultimi mesi del 2012, è stata perfezionata la disciplina del contratto di rete di imprese, introdotta per la prima volta nel giugno 2008. Attraverso i recenti aggiornamenti normativi, è stato semplificato e reso più efficace l’utilizzo del contratto di rete da parte delle imprese per attuare programmi comuni. Il sistema camerale – ha commentato Ugo Girardi, segretario di Unioncamere Emilia-Romagna – parteciperà con convinzione all’attività del Laboratorio regionale, apportando le competenze e le esperienze maturate nella realizzazione di un progetto di accompagnamento delle reti di impresa, finanziato nell’ambito di un Accordo di programma nazionale tra Ministero dello Sviluppo Economico e Unioncamere. Il punto di forza del contratto di rete consiste, a ben vedere, nell’elevare il posizionamento competitivo delle Pmi, che acquisiscono la massa critica necessaria per attuare programmi comuni di grande respiro, salvaguardando a un tempo le rispettive sfere di autonomia imprenditoriale”.Il Laboratorio consentirà di sensibilizzare le imprese rispetto ai vantaggi della rete, uno strumento relativamente recente – è nato con il decreto legge n° 5 del 2009 – che permette di scambiarsi informazioni e prestazioni aderendo ad un programma con forte carica progettuale e di preservare al contempo la propria autonomia. I benefici in termini di capacità competitiva sono evidenti sia per le piccole imprese, che da sole non dispongono del know-how necessario per realizzare taluni obiettivi, sia per quelle più grandi che traggono vantaggio dalle capacità produttive delle piccole, sia nell’ottica comune di perseguire strategie di marketing più ambiziose come quella di un marchio riconoscibile o l’approdo sui mercati esteri.Intesa Sanpaolo e Mediocredito Italiano (la banca del Gruppo specializzata nel finanziamento per lo sviluppo delle imprese) hanno costituito autonomamente un Osservatorio sulle Reti d’Impresa curato dal Servizio Studi e Ricerche, con l’obiettivo di analizzare dinamiche, obiettivi e potenzialità delle reti. L’Osservatorio ha rilevato che le imprese manifatturiere “in rete” sono più presenti all’estero con attività di export (57% dei casi vs. 38% dei competitor non coinvolti) e attraverso partecipazioni estere (17,8% vs. 7,2%), brevettano di più (13,7% dei casi vs. 5,9%), sono maggiormente sensibili all’attività di certificazione della qualità (27,3% dei casi vs. 16,2%) e dell’ambiente (8,4% vs. 3,2%). Sinergie, efficienza produttiva, promozione, distribuzione e innovazione sono i principali obiettivi che spingono le imprese a partecipare alle reti. Per realizzarli investono in innovazione, promozione, marketing e potenziamento della struttura commerciale. Tre imprese su quattro dichiarano di poter raggiungere gli obiettivi individuati.

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