Relazione sulle coop spurie


In 9 mesi di verifiche e accertamenti gli uomini dell’ispettorato del lavoro dell’Emilia Romagna hanno svolto 250 ispezioni, su un totale di oltre 5 mila imprese cooperative e hanno accertato che il 5% sono irregolari o hanno delle caratteristiche tali da far pensare cooperative spurie. Il dato è emerso dalla commissione speciale di ricerca e studio dedicato al tema e fa riferimento ai controlli effettuati dall’ispettorato del Lavoro. Nel corso dell’audizione, ha spiegato Luca Sabattini, presidente della Commissione coop spurie Emilia Romagna.
Denunce che posso essere fatte: dalle associazioni di rappresentanza, dai sindacati o da un singolo lavoratore. Questo ha portato ha accertare che le segnalazioni nel 75% dei casi sottoposti a ispezione sono state confermate.

I comparti definiti più a rischio sono sopratutto la logistica, l’agroalimentare e parti del sociale, ma l’attenzione della commissione è focalizzata su tutti i settori. Quella con l’ispettorato del lavoro è la terza sessione della commissione, in precedenza erano stati sentiti i rappresentanti sindacali, le associazioni datoriali e di categoria. Tra gli obiettivi della commissione c’è quello di dare una definizione reale di cooperativa spuria.

Monti è intervenuto sulla questione delle false cooperative, le cosiddette spurie che non aderiscono alle centrali cooperative: “Le cooperative dell’Emilia-Romagna associate a Legacoop, Confcooperative, Agci, Unci – al netto delle crisi di settore sulle quali, assieme alla Regione, hanno lavorato con tutte le loro forze per tutelare i lavoratori – hanno fatto e faranno la loro parte per assicurare lavoro di qualità e sicuro ai propri soci e dipendenti. Ieri – ha ricordato Monti – la Commissione regionale che si occupa della cooperazione spuria e fittizia ha ascoltato i dirigenti dell’Ispettorato del lavoro, di Inps e Inail che hanno tracciato un quadro di elusione davvero allarmante, con cooperative che aprono e chiudono lasciando semza contributi pagati (oltreché senza lavoro) i loro soci e dipendenti. È un fenomeno intollerabile, un attacco alla diginità del lavoro e al buon nome della cooperazione che va combattuto con grande energia, anche attraverso la legge nazionale da noi proposta che renderebbe più stringenti i controlli e le sanzioni sulle false cooperative. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna, la giunta, l’Assemblea regionale e i commissari della Commissione speciale per la grande sensibilità e attenzione che pongono su questa materia”.
In merito all’impegno della Regione a combattere il fenomeno delle false cooperative, Bonaccini ha aggiunto: “Contrasteremo con forza le coop spurie e lo faremo mettendo in difficoltà chi, aggirando le norme, si trova in vantaggio competitivo rispetto coloro, e sono la maggior parte, opera nel mercato con correttezza. L’Assemblea legislativa regionale ha istituito la Commissione speciale di ricerca e studio sulle cooperative spurie o fittizie, che sta svolgendo audizioni di grande interesse e significato, e altrettanto importante è il lavoro del Tavolo regionale contro le coop spurie nel comparto delle carni. Anche sulla base di quanto sta emergendo, assieme agli esperti occorre mettere a punto meccanismi capaci di prevenire e far emergere le anomalie e individuare abusi e illegalità. E va tenuta alta l’attenzione sociale e delle imprese, per mettere in atto azioni di contrasto, a partire dal controllo delle filiere di fornitura, innanzitutto nei settori più a rischio come le costruzioni, la logistica e l’agroalimentare”.

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