Regioni, l’ira di Errani. “Vogliamo incontrare il premier”


30 LUG. 2009 – Sembrava dovesse tenersi stamattina l’incontro, più volte chiesto di rappresentanti dalle Regioni, con il premier Silvio Berlusconi. Un faccia a faccia che avrebbe potuto rappresentare una svolta nei rapporti tra le parti. Invece niente, nessuna notizia di impegni ufficiali da parte dell’esecutivo. Stando ad oggi, quel che si registra è un ulteriore irrigidimento nei rapporti tra governo centrale e amministrazioni regionali. In un momento peraltro molto delicato, con diversi fronti importanti – come sanità, fondi Fas e scuola – ancora aperti. E con la prospettiva che le Regioni possano avviare una fase di confitti di fronte alla Corte costituzionale impugnando i provvedimenti che ritengono in conflitto rispetto alle loro competenze, a cominciare dallo stesso decreto anticrisi e da alcune misure contenute nel pacchetto. Se si tratta solo di un gioco al rialzo o di un tentativo di forzare la mano, questo si vedrà. Per ora dalla conferenza delle Regioni, che rappresenta i governatori, è arrivato un nuovo appello al premier perché fissi un incontro, di cui si è fatto portavoce il presidente Vasco Errani. A seguire, la conferenza unificata e la Stato-Regioni – sedi istituzionali di confronto tra governo centrale e locale – si sono chiuse lasciando intravedere la possibilità di un incontro tra Errani e Berlusconi. "Accogliendo la richiesta, avanzata da molto tempo, del presidente Errani, si può ipotizzare in questi giorni un incontro con il presidente del Consiglio", ha detto il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto, auspicando che si torni al più presto ai momenti di "proficua collaborazione avuti nei mesi scorsi e che ha prodotto risultati molto positivi". "Rilancio l’appello – ha dichiarato da parte sua Errani – e attendo informazioni formali. Do atto a Fitto di aver riconosciuto il nostro senso di responsabilità, ma il governo mantiene un atteggiamento unilaterale". Le Regioni vogliono un’operazione verità sui fondi Fas, quanto mai in evidenza anche il relazione al piano per il Sud, per "capire come è messa la cassa", ha detto Errani. Vogliono assicurazioni sulla sanità. Occhio ai tagli, dicono in sostanza, perché le dotazioni sono già sottostimate. E "non si usi la Sanità per fare una campagna contro di noi". Timori circolano anche sulla scuola e su possibili tagli dei docenti. Mal digerita, poi, la scelta di istituire il ministero del Turismo. Se non si arriverà a una ricomposizione, il rischio è che si alzi livello dello scontro istituzionale. "In questi mesi – ha detto Errani – abbiamo lavorato per ridurre al minimo i ricorsi alla Consulta. Ma se il governo dovesse continuare con atteggiamenti unilaterali, si riaprirebbe un conflitto anche di fronte alla Corte Costituzionale di cui, è bene dirlo, non saremo responsabili noi. E’ un appello, non un atteggiamento pregiudiziale", assicura. Quanto alla possibilità che vengano impugnate misure del dl anticrisi, la decisione spetta alle singole Regioni, "ma questo clima non può portare che a questo". Anche perché "il provvedimento – rileva Errani – contiene parti invasive delle competenze delle Regioni".

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