Regionali, Errani correrà di nuovo per l’Emilia-Romagna


BOLOGNA, 14 NOV. 2009 – Una ricandidatura che era da tempo nell’aria e che non poteva che arrivare nel giorno della prima assemblea regionale dei delegati del Pd. Il nuovo segretario Stefano Bonaccini ha annunciato la proposta e per superare il piccolo inghippo della terza volta di Errani come candidato ha proposto una deroga allo statuto del partito. Una modifica che è arrivata all’unanimità e che ha fatto esprimere al presidente una "piena e incondizionata disponibilità", motivata soprattutto per il modo in cui è emersa la sua scelta. "E’ una scelta politica – ha detto Errani – che va presa in modo plurale, qui non c’è un uomo in fuga. Anche così si risponde ad una deriva plebiscitaria e populista. Sono consapevole di avere avuto moltissimo in questi anni e ho sempre pensato che non fosse giusto che io dovessi chiedere o rivendicare qualcosa".In vista delle prossime elezioni regionali, il Pd in Emilia-Romagna, secondo Vasco Errani, ha "una funzione nazionale". La sinistra, un tempo, aveva in questa regione "la rappresentazione del governo che non verrà mai, adesso c’è l’esatto opposto. Noi vogliamo portare l’Italia ai livelli più alti d’Europa come è l’Emilia-Romagna, dove economia e società stanno insieme. Noi non siamo dei panda: è tutta l’Europa che va in questa direzione". Società multietnica, welfare per tutti, green economy, sostegno alla piccola impresa saranno le parole d’ordine della campagna elettorale.E la coalizione (oggi la Regione è governata da un’ampia compagine che comprende il Prc) si deciderà sulla base del progetto di governo. "Qui – ha rivendicato Errani – si è governato senza un giorno di crisi e abbiamo sperimentato quello che avrebbe dovuto fare il governo del Pd se la nascita del Pd non avesse confutato il motivo per cui il Pd era nato: ovvero essere il timone dell’Unione. Se il Pd lo avesse fatto in Italia ci si sarebbe avvicinati a quello che avviene in Emilia-Romagna".Nelle regionali del prossimo marzo, in Emilia-Romagna, l’avversario principale del Pd sarà la Lega Nord. "Il Pdl in questa regione – ha detto Errani – gioca su un campo che non c’è più, è rimasto dietro il muro e questo mi dispiace molto, perché il Pdl così fa un danno a se stesso e alla società, dandone una rappresentazione sbagliata. Con la Lega invece ce la giochiamo sul territorio: e dobbiamo farlo facendo emergere la distanza abissale fra ciò che dicono e ciò che fanno, come promuovere le ronde e tagliare i fondi per la sicurezza". Errani però ha fatto appello anche al Pd, individuando, prima di tutto, una ricetta nel rapporto fra i dirigenti: "Dobbiamo tornare ad essere amici, senza guardarci sempre con sospetto".

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