Regionali, crolla l’affluenza in Emilia-Romagna: -9,5%


BOLOGNA, 28 MAR 2010 – Alle ore 22 in Emilia Romagna ha votato per le regionali il 51,5 per cento degli elettori, in calo di quasi 9,5 punti rispetto alle precedenti omologhe (61,1% alle regionali 2005; 70,4% alle politiche 2008). A Bologna città ha votato il 52,2% degli aventi diritto (61,7% alle regionali 2005; 71,2% alle politiche 2008).NELLE ALTRE REGIONI SITUAZIONE SIMILE – Ma complessivamente, il segnale che arriva dai seggi indica una contrazione forte e generalizzata dell’affluenza, da Nord a Sud. L’Emilia Romagna, la regione con l’affluenza più alta e l’unica a superare la soglia del 50%. La Toscana vede una discesa di oltre 10 punti. Anche in Puglia la differenza con il passato supera quota 9. In generale al Sud, anche se la differenza delle precedenti regionali è più contenuta, l’affluenza è rimasta più bassa che al Nord e solo in Basilicata è andata oltre il 45%. Macroscopico il dato del Lazio, dove il divario ha raggiunto un picco di quasi 12 punti e mezzo.Probabilmente anche la bella giornata primaverile e il passaggio, proprio al notte scorsa, all’ora legale può aver influito sulle decisioni della gente, spingendo molti a posticipare il voto a domani. Solo il dato finale potrà effettivamente consentire una lettura politica delle cifre e del tasso di astensionismo, tenuto conto del fatto che queste regionali rappresentano un test molto importante, con molte incognite sui risultati, in alcune regioni chiave, e coinvolgono un corpo elettorale consistente, costituito da ben 41 milioni di potenziali elettori. In quest’occasione, tra l’altro, le rilevazioni vengono effettuate dal Viminale solo per 9 delle 13 Regioni chiamate a scegliere i governatori. Per effetto delle leggi elettorali locali, Toscana, Marche, Calabria e Puglia hanno comunicato autonomamente i dati relativi al proprio territorio. Al ministero dell’Interno affluiscono invece le cifre di Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata. Ma complessivamente, il segnale che arriva al momento dai seggi indica una contrazione forte e generalizzata dell’affluenza. Chi, ovviamente, si è recato alle urne sono i candidati alla carica di governatore: ovunque, già stamattina, i contendenti in lizza hanno già votato. Così come hanno votato i big nazionali: Silvio Berlusconi alle 11.45 a Milano ("Se molliamo ci troviamo Di Pietro", ha dichiarato il premier lasciando il seggio), e Pierluigi Bersani a Piacenza, che interpellato sulla campagna elettorale ha detto: "Poteva essere migliore se ci fosse stato un confronto diretto tra i contendenti". Tutto regolare, al momento, sul fronte delle operazioni di voto. Anche in Campania, dove in seguito alle denunce dei giorni scorsi su episodi di compravendita di pacchetti di voti, si temeva per possibili brogli, al momento non si sono registrati problemi e la task force ad hoc disposta a Napoli dalla Prefettura sta continuando il suo monitoraggio. Tra le curiosità che arrivano dalle Regioni, da segnalare la protesta in Calabria degli abitanti di Bocchigliero, piccolo comune del Cosentino, che si sentono abbandonati dallo Stato e hanno disertato le urne: solo 8 elettori su 2.594 si sono presentati ai seggi. In Emilia-Romagna per la prima volta votano anche gli oltre 16.000 elettori concentrati nei sette comuni della Valmarecchia passati recentemente dalle Marche al Riminese. Pochi alle urne anche in Lombardia, dove i giovani, se non da elettori, si sono recati ai seggi almeno come scrutatori. A Milano l’80% di quanti oggi e domani sono impegnati nelle sezioni elettorali ha meno di 40 anni. Sono studenti, lavoratori precari, disoccupati: in tempi di crisi, i 120 euro di compenso possono tornare utili.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet