Reggio salva le storiche aziende agricole


La giunta comunale di Reggio Emilia ha preso atto dell’esito della Conferenza di pianificazione (riunione di tutti gli enti competenti in materia ambientale e salute) inerente la variante al Piano strutturale comunale (Psc) di Reggio Emilia avviata per confermare, in maniera definitiva, la presenza di attività produttive radicate nel tempo in territorio agricolo.

La variante urbanistica, che sarà sottoposta alla discussione del Consiglio comunale nel mese di ottobre, ha preso in esame la richiesta di aziende insediate storicamente sul territorio comunale che hanno assistito, nel corso degli anni, ad un accrescimento della propria produzione di lavoro, al fine di confermarne definitivamente l’uso urbanistico (impianti produttivi in ambito rurale), garantendo al contempo il rispetto dei vincoli paesaggistici ed ambientali imposti dalle autorizzazioni rilasciate dal Comune e dagli enti competenti in materia.

Tali aziende sono state insediate in territorio agricolo a partire dalla fine degli anni Novanta, a fronte di una passata disciplina urbanistica che consentiva l’attribuzione di autorizzazioni temporanee rinnovabili ogni cinque anni. Poiché l’attuale quadro normativo urbanistico regionale esclude la temporaneità delle funzioni in territorio rurale, vi è la necessità di inquadrare tali attività produttive come permanenti.
Il riconoscimento del valore produttivo delle sette aziende coinvolte – Itco srl, Negri Remi di Ferraboschi Roberto & C. snc, B.F. Service srl, Benassi srl, Car Server spa, Reire srl, Aereo club volovelistico Tricolore – che si è consolidato nei fatti nel corso degli anni, ha portato alla necessità di individuare le aree attualmente utilizzate per le attività produttive, confermandone in maniera definitiva l’uso, conciliando così la funzioneesistente con la tutela dei valori paesaggistici ed ambientali del contesto che le ospita, attraverso puntuali prescrizioni degli enti competenti in materia, in termini di corretta gestione dei processi produttivi.

Le diversità delle imprese e delle realtà che hanno presentato richiesta per consolidare la propria presenza sul territorio è accomunata da un fattore preciso: il ruolo all’interno del sistema economico locale, il costante accrescimento delle proprie potenzialità produttive e commerciali, la capacità di divenire generatori di opportunità nel mondo del lavoro. I dati generali emersi dall’analisi delle aziende coinvolte delineano infatti una situazione caratterizzata da un aumento della produttività in termini di fatturato e di utili, nel corso dell’ultimo biennio di riferimento, di professionalità impiegate e di implementazione delle tecnologie adottate: le imprese in oggetto vantano un fatturato complessivo oltre i 200 milioni di euro, un utile che supera i 9 milioni di euro, 200 dipendenti, un parco clienti stimato in circa 6.000 unità e oltre 400 fornitori.

“In un contesto che ha assistito a svariati mutamenti del mercato del lavoro, a crisi diffuse del settore industriale e ad una conseguente debole diffusione di realtà produttive – dice l’assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio Alex Pratissoli – le scelte sul governo del territorio devono garantire risposte concrete e tempestive alle esigenze reali, manifestate dalle nostre imprese e dalle persone impiegate. Si tratta di tutelare al contempo il territorio da processi speculativi di nuovo consumo del suolo, investendo altresì sulle funzioni già insediate e sul loro valore aggiunto per la città, anziché su nuovi contenitori senza avere certezza sugli usi futuri che andranno ad occuparli”.

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