Reggio Emilia, un assegno circolare chiamato Fcr


28 MAG. 2012 – Vendere i gioielli di famiglia è uno dei modi più semplice per mettere a posto i conti di un Comune. Solo che al beneficio istantaneo della liquidità che entra in cassa, corrisponde la perdita per sempre di un bene che per decenni ha fatto parte e ha contribuito al patrimonio dei cittadini. Il dibattito si ripropone con l’idea della giunta Delrio di cedere il magazzino delle Farmacie comunali riunite, attività che costituisce il 70% del fatturato dell’azienda speciale partecipata al 100%. Azienda che per conto del comune fornisce una lunga serie di servizi sociali alla cittadinanza. Il fatto che i piani alti di Fcr abbiano sottoposto alla giunta un progetto di dismissione del magazzino non è andato giù alla Cisl reggiana. "Il presidente di Fcr (Franco Colosimo, ndr) aveva comunicato che prima di presentare qualsiasi proposta avrebbe coinvolto le organizzazioni sindacali. Invece, così non è stato", scrive in una nota Enrico Gobbi, segretario generale di Fisascat."I vertici dell’azienda – continua -hanno presentato alla giunta del comune di Reggio Emilia un piano di dismissione del magazzino senza aver prima coinvolto le organizzazioni sindacali, assumendo un comportamento scorretto nei confronti dei sindacati". E questo intervento non prelude ad una serena discussione con le rappresentanze sindacali, convocate per la giornata del prossimo 8 giugno.  "Se le relazioni sindacali rappresentano un valore aggiunto per la presidenza di Fcr, questo comportamento non è sicuramente di buon auspicio per un dibattito sereno", conclude il segretario.

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