Reggio Emilia, sul testamento biologico il consiglio comunale non decide


REGGIO EMILIA, 26 OTT 2009 – Come era ampiamente prevedibile, la maggioranza di centrosinistra nel consiglio comunale di Reggio Emilia non se l’è sentita di prendere una posizione chiara sulla questione del testamento biologico. Per ora quindi non ci sarà nessuna anagrafe che raccolga le volontà dei cittadini sul delicatissimo problema del fine vita.La mozione che ricalca la proposta popolare di istituzione del registro è stata sì approvata ma solo con i voti di Lega nord, Città attiva, Idv, Sinistra-Verdi e Lista a cinque stelle (Beppe Grillo). Maggioranze “trasversali”, come si vede. Una logica che ha visto l’approvazione di altre due mozioni presentate dal PdLa prima (per la quale ha votato anche l’Idv e un leghista; contrari il resto della Lega nord, Pdl e Udc; astenuti due consiglieri Pd) impegna la Giunta comunale a tornare in aula entro il 31 dicembre con la proposta corredata di tutti gli aspetti tecnici per l’istituzione e la gestione di questa Anagrafe, dopo averne valutato anche la “correttezza amministrativa”.Un secondo documento del Pd auspica poi una legislazione nazionale sul testamento biologico.Il terzo documento, quello approvato con soli otto voti a favore (Lega nord, Città attiva, Idv, Sinistra-Verdi, beppegrillo.it) e moltissime astensioni, anche quelle del Pd e del sindaco insieme a un leghista (il Pdl non ha partecipato al voto), è appunto la mozione popolare che ha aperto il dibattito proponendo un registro comunale dei testamenti biologici."Condivido pienamente la proposta che ha fatto il Pd – ha commentato il sindaco (Pd, ex margheritino) Graziano Delrio – troviamo lo strumento che amministrativamente regga per questo tipo di aspirazioni che condividiamo. Una proposta sulla base di un’analisi accurata delle prerogative che ha il Comune, delle capacità che può garantire"."Per testamento biologico – spiega la mozione popolare – si intende un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico. La persona che redige un testamento biologico nomina un fiduciario per le cure sanitarie che diviene, nel caso in cui la persona diventi incapace, il soggetto chiamato ad intervenire sulle decisioni riguardanti i trattamenti sanitari".L’Anagrafe – precisa il documento del Pd – dovrà essere aperta ai residenti e "garantire la certezza della data di presentazione, la fonte di provenienza e la reperibilità delle dichiarazioni e dell’indicazione del fiduciario".

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