Reggio Emilia spegne l’inceneritore


© TelereggioREGGIO EMILIA, 9 MAG. 2012 – "Nulla verrà più bruciato nel termovalorizzatore di Cavazzoli. Ha fatto la sua funzione". L’annuncio fatto a Telereggio dall’assessore provinciale all’Ambiente Mirko Tutino era atteso da almeno dieci anni. Ora ci siamo. Dopo 44 anni di vita, l’inceneritore di via dei Gonzaga viene disattivato, i suoi due forni spenti definitivamente.Considerato vecchio e inadeguato, chiuso per tre anni, dal 2002 al 2005 a causa dei superamenti dei livelli di inquinanti emessi dal camino, e da allora tenuto sotto strettissimo controllo, l’impianto bruciava un terzo di tutti i rifiuti indifferenziati prodotti annualmente nella nostra provincia: "Nel 2011 – spiega Tutino – sono state prodotte 160 mila tonnellate di rifiuti non differenziati destinati allo smaltimento, circa il 40 per cento del totale provinciale, perchè il restante 60 per cento viene recuperato. Ebbene, 60mila tonnellate sono andate a Cavazzoli".Anzichè varcare i cancelli di via dei Gonzaga, dove finiranno adesso queste 60mila tonnellate di immondizia? Non c’è e non ci sarà in provincia un altro inceneritore. Ci sarà un moderno impianto di trattamento meccanico biologico, il Tmb, a Gavassa, a nord dell’autostrada, che però dovrebbe entrare in funzione solo nel 2015. Allora, chiediamo, cosa accadrà in questi tre anni? "Da domani queste 60mila tonnellate verranno dirottate nelle due discariche reggiane esistenti, due terzi a Poiatica di Carpineti, un terzo a Novellara". Sulla bolletta i reggiani pagheranno lo spegnimento di Cavazzoli? "Non lo pagheranno", assicura Mirko Tutino. "La provincia di Reggio Emilia ha sinora vissuto una condizione particolare, portava la maggior parte dei suoi rifiuti in discarica e il resto in un vecchio inceneritore che da domani verrà spento perchè inadeguato. Questo ha significato avere costi di smaltimento molto bassi. Aumentare il già alto livello di raccolta differenziata, come è nei nostri obiettivi, in un primo periodo compoterà un aumento dei costi, ma nel medio e lungo periodo migliorerà il sistema e produrrà un beneficio economico". Intanto, a Cavazzoli, la notizia della disattivazione dell’inceneritore è accolta con soddisfazione dai residenti. Da quasi tutti. "Ce l’aspettavamo – ci dice un artigiano – questa zona, che un tempo era campagna, è diventata residenziale e quell’impianto è meglio che non funzioni, o funzioni lontano dalle case". "Era ora – aggiunge una signora che sta entrando in una villetta a schiera -, ho comprato casa qui 17 anni fa e già allora si parlava della chiusura!". "Troppo tardi – chiosa una ragazza in bici – il danno ormai è stato fatto, come chiudere i cancelli quando i buoi sono scappati".

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