Reggio Emilia: il welfare possibile


28 SET 2009 – Nelle scorse settimane Spi-Cgil di Reggio Emilia ha lanciato un segnale forte alla città: Reggio è indietro nell’assistenza agli anziani non-autosufficienti. Indietro rispetto all’Europa ma indietro anche rispetto a quanto ha fatto la Regione Emilia-Romagna. Gli hanno risposto l’assessore al welfare del comune Matteo Sassi, e il presidente di Rete-Asp (l’Azienda di Servizi alla Persona) Renzo Boni. Interesse verso i rilievi del segretario provinciale Spi-Cgil Maurizio Piccagli ma anche, in sostanza, la risposta che i fondi non ci sono. viaEmilianet ha intervistato Maurizio Piccagli per sapere cosa pensa di questa prima risposta del mondo politico ai rilievi del sindacato.“Credo che la politica abbia preso seriamente in considerazione quello che abbiamo denunciato – risponde Piccagli – e mi pare che abbia dato, attraverso l’assessore Sassi e il presidente dell’Asp Boni, una risposta onesta. Nel senso che sono partiti dal considerare corretti i problemi che noi abbiamo sollevato. E poi hanno aggiunto che c’è la disponibilità a trovare delle soluzioni insieme alle organizzazioni sindacali”.Ma sulla questione dei fondi mancanti cosa pensa?In effetti hanno poi detto che il problema è in larga misura determinato dal fatto che le risorse sono scarse. E’ vero che le risorse probabilmente non sono abbondantissime; c’è da dire però che rispetto al taglio fatto dai governi precedenti, soprattutto dai due governi Berlusconi, una responsabilità il sistema delle autonomie locali ce l‘ha. Le organizzazioni sindacali nei confronti dei governi precedenti all’attuale esecutivo hanno fatto un’azione di contrasto ai tagli previsti dalle diverse finanziarie, un contrasto molto forte. Abbiamo invitato spesso gli enti locali a unirsi alle nostre proteste o comunque a opporsi in modo forte alle decisioni che il governo stava assumendo.Gli enti locali hanno tenuto una posizione sostanzialmente ambigua nel senso che hanno detto “siamo contrari” ma poi non hanno fatto niente per invertire la tendenza. I tagli del governo hanno provocato una serie di problemi gravissimi: sappiamo tutti che se oggi c’è il problema della sicurezza del territorio è perché Berlusconi ha tagliato fondi e personale e quindi abbiamo oggi un territorio meno presidiato dalle forze dell’ordine rispetto al passato. Questa situazione, cioè la percezione di minor sicurezza, anziché procurare un guadagno per chi amministrava a livello locale e ha subito i tagli, credo abbia provocato sul piano elettorale un guadagno da parte delle forze che qui sono all’opposizione. La Lega Nord ha potuto dire nei territori che non c’era sicurezza e a Roma ha contribuito a tagliare le risorse che garantivano la sicurezza sul territorio.Credo che la Regione Emilia-Romagna e il presidente Errani a nome anche della conferenza Stato-regioni abbia assunto in queste settimane un atteggiamento di forte discontinuità con l’atteggiamento degli altri enti locali. Ha detto, per esempio, no al taglio delle risorse della sanità. Ha detto che nel caso in cui il Governo tagliasse la sanità lui deciderà di finanziare la sanità della sua regione, dell’Emilia-Romagna, in deficit: provocando un deficit di bilancio. Questa credo sia una posizione assolutamente condivisibile, una posizione forte, una posizione che dice ai cittadini: se il Governo taglia io non sono in grado di garantire la vostra salute; ma io voglio garantire lo stesso la vostra salute e quindi prendo una posizione istituzionalmente contraria alle decisioni del Governo centrale. L’altro atto forte che la conferenza Stato-regioni e il suo presidente Errani ha preso è la decisione di disertare l’incontro sulla finanziaria con il Governo proprio perché il Governo non ha ancora risposto sulle questioni che il sistema delle regioni ha posto.A livello locale il sindacato si è mostrato aperto anche alla possibilità (come a Reggio) di reperire risorse attraverso mezzi straordinari come l’addizionale Irpef…In realtà noi avevamo precedentemente parlato della opportunità o della possibilità di accettare delle addizionali solo a fronte di progetti precisi e cioè di imporre una sorta di tassa di scopo. Poi l‘atteggiamento degli enti locali ci ha messo di fronte a una situazione grave, cioè c’era il pericolo che i servizi essenziali non fossero più garantiti alla cittadinanza. Quindi in alcuni casi abbiamo deciso (e questo è anche il caso di Reggio Emilia) di accettare un’addizionale dicendo però che questa addizionale doveva essere utilizzata per potenziare e migliorare anche i servizi socio-assistenziali a favore della popolazione anziana e in generale a favore della popolazione più debole, di chi ne avesse bisogno. C’è da dire (e mi è già capitato di dirlo anche al sindaco Delrio quando l’ho incontrato) che questi soldi messi in più nel sistema di protezione sociale mi pare che per adesso siano scarsamente visibili.E a livello regionale?Noi abbiamo anche accettato di fatto, anche se non l’abbiamo sottoscritta, l’addizionale della Regione per la costituzione del fondo per la non-autosuffcienza. A questo proposito devo dire che se l’informazione che per adesso non è ancora ufficiale ma di cui sono in possesso e cioè che gli enti locali di Reggio Emilia non hanno speso o non sono stati in grado di spendere tutti i soldi arrivati dalla Regione attraverso il fondo per la non-autosufficienza… se questa informazione diventasse ufficiale, se fosse vera allora credo che dovremmo affrontare una questione seria con gli enti locali perché non si può dire che mancano i soldi e poi quando ci sono i soldi non essere in grado di utilizzarli casomai perché non si è in grado di fare progetti. Come intende muoversi il sindacato, in particolare lo Spi-Cgil, in questa fase di crisi?Questo purtroppo sarà un autunno difficile per le organizzazioni sindacali, diffcile per le famiglie, diffcile pr i lavoratori che vedranno messi in discussione i loro posti di lavoro. Speriamo che la situazione non duri troppo a lungo però sicuramente sarà una fase impegnativa.Impegnativa anche per il sindacato che rappresenta i pensionati perché anche i pensionati vivranno una situazione difficile. Noi abbiamo già programmato degli incontri, ne abbiamo uno importante con il distretto di Reggio alla fine di settembre. Il distretto di Reggio ha come assessore capofila l’assessore del capoluogo, Matteo Sassi. Quella potrebbe essere l’occasione nella quale tentiamo di riprendere il filo del confronto tra le organizzazioni sindacali e il sistema delle autonomie locali in sede distrettuale. E potrebbe essere anche l’occasione nella quale passare da una fase totalmente inconcludente per quanto riguarda le relazioni sindacali tra noi e gli enti locali ad una fase nella quale invece è possibile dare maggior sostanza al confronto e possibilmente arrivare anche a stipulare degli accordi importanti che abbiano ricadute concrete sulla qualità dell’assistenza e della vita dei nostri associati e in generale dei pensionati e dei cittadini reggiani.©  viaEmilianet 2009

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