Reggio Emilia: il sindacato e la politica


REGGIO EMILIA – La Camera del Lavoro di Reggio Emilia e il Centro Studi R60 organizzano un convegno per la giornata di mercoledì 13 maggio 2009, presso il centro internazionale Loris Malaguzzi, dedicato al tema “Rappresentare il lavoro e i soggetti sociali deboli: la questione sociale e quella democratica“.Un’occasione di approfondimento e confronto con numerosi studiosi ed esponenti della politica sulla centralità che assume oggi la questione del lavoro e le sue trasformazioni, sia nella riflessione interna al movimento sindacale, per disegnare le sue prospettive future, sia nel rapporto diretto con la politica, di fronte alla difficoltà che sta attraversando la sinistra nel nostro paese.I cambiamenti in atto nella società e nel lavoro sono rilevanti:- la crisi economica, innanzitutto, che va analizzata a partire dalle ragioni che l’hanno determinata (quelle di natura sociale, prima ancora che economica); la definitiva entrata in crisi del modello di sviluppo liberista.- Il tentativo di trasformare il sistema di relazioni e il modello sociale nel nostro paese, a partire dagli effetti degli accordi separati in materia di contrattazione, il tentativo di cancellare o ridurre ai minimi termini la contrattazione collettiva (come sta avvenendo nel Pubblico impiego). Tentativi ai quali la CGIL contrappone un’idea di sindacato che tiene al centro il valore e il significato della contrattazione collettiva, una profonda idea di democrazia a base della rappresentanza, la necessaria prospettiva di una trasformazione generale e del modello di sviluppo del paese. La stessa questione della democrazia economica e del controllo sociale sulle imprese va vista dentro questa ottica. – La crescita delle disuguaglianze, a partire da quelle di reddito (7 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1000 euro al mese, il 60% sono donne; il reddito medio dei pensionati non va oltre i 700 euro mensili); l’assenza di diritti e tutele fondamentali per una larghissima fetta di mondo del lavoro: milioni di lavoratrici e lavoratori che vivono la condizione della precarietà, nelle sue diverse forme, pagando anche gli effetti dell’assenza di un’effettiva rappresentanza. La stessa questione dell’immigrazione, con il rischio evidente di un’involuzione in chiave xenofoba e razzista delle politiche del governo e dei provvedimenti legislativi. Il tema del welfare, la necessaria risposta ai bisogni emergenti sul piano sociale e il mantenimento del suo carattere universalistico, così come sancito dalla nostra Carta costituzionale.IL SINDACATO E LA POLITICAIl sindacato è chiamato a ridefinire una traiettoria nuova nelle forme della rappresentanza del lavoro e dell’agire sul terreno contrattuale, con l’obiettivo di riunificare socialmente, attorno ad una nuova dimensione di diritti, oggi non presenti o inadeguati, le varie componenti del mondo del lavoro. Un Sindacato chiamato a svolgere questa funzione e gestire questo processo di rinnovamento in un rapporto autonomo e, contemporaneamente, dialettico con i partiti.La politica e la Sinistra in modo particolare sono chiamate a interrogarsi sul significato e le conseguenze del venir meno di una rappresentanza politica del lavoro, determinando una sorta di cesura storica rispetto alle esperienze del ‘900. Nello stesso tempo è opportuno interrogarsi come la ridefinizione di una identità per la sinistra, oggi più che mai necessaria, possa incardinarsi di nuovo e in una chiave moderna attorno a due principi fondamentali: il principio dell’uguaglianza e quello della democrazia.

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