Reggio Emilia, il Comune parte civile nel caso Ital Edil


REGGIO EMILIA, 10 MAG. 2011 – Probabilmente sarà ricordata come la vicenda più eclatante del fenomeno dello sfruttamento di immigrati in Emilia-Romagna. Stiamo parlando del caso Ital Edil, venuto alla luce nell’autunno del 2009 con centinaia di denunce da parte di lavoratori dell’edilizia tenuti in condizioni di schiavitù. Ieri sera il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato una mozione popolare che chiedeva all’amministrazione di costituirsi parte civile in un possibile processo contro gli sfruttatori. L’iniziativa è passata, con 21 voti a favore (Pd, Sel e Reggio 5 Stelle), nessun contrario e nessun astenuto. Al voto non hanno preso parte i consiglieri del centrodestra.Se ci sarà "rinvio a giudizio", si legge nel verbale della seduta, il Comune di Reggio Emilia si costituirà parte civile. La mozione di iniziativa popolare era stata presentata dall’associazione Città Migrante, che si era data da fare per raccogliere più di settecento firme di cittadini. Ma il lavoro grosso svolto dagli attivisti è stato quello di mettere insieme una lunga liste di denunce da parte di operai edili stranieri, in prevalenza moldavi ed egiziani.Secondo i promotori della mozione, l’impegno, ora ufficialmente preso, dal Comune è un atto dovuto, "vista la gravità – così si concludeva il documento – dei fatti, il numero di lavoratori interessati, le condizioni di vita e di sfruttamento a cui sono stati sottoposti, il danno economico che ne hanno riportato, l’incidenza dei fatti sulla vita sociale ed economica della nostra città, il danno che l’esercizio dell’attività imprenditoriale in si fatte condizioni ha causato alla comunità in tutte le sue componenti, compresa quella imprenditoriale del settore".

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