Reggio Emilia, diminuiscono i lavoratori in cassa


A febbraio il numero dei lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali diminuisce di quasi 2.400 unità. In particolare è consistente il calo del ricorso alla cassa integrazione ordinaria – meno 1.973 lavoratori. Rimane stabile il numero delle imprese e dei lavoratori interessati al Contratto di Solidarietà, mentre, a seguito dell’esaurirsi della possibilità di utilizzare ulteriormente la Cassa Integrazione Straordinaria, diminuiscono le imprese (meno 8) e i lavoratori (meno 426) interessati.

 

Entrando nel dettaglio si osserva come i lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali siano 11.043 unità, con una diminuzione di 2.379 lavoratori rispetto a dicembre 2013. Rispetto al periodo gennaio/febbraio 2013, diminuiscono, nello stesso periodo 2014, le ore di cassa integrazione ordinaria del 47,7% e aumentano del 39,7% per le casse straordinarie e i contratti di solidarietà. Del 1.349.860 di ore autorizzate il 75,6% è stato utilizzato nell’industria, il 14,1% nel settore dell’edilizia e il 9,0% nel settore del commercio. A febbraio 2014, dall’inizio della crisi (2008), sono 234 le aziende che hanno attivato procedure di mobilità per 4.202 lavoratori (+ 271 rispetto a dicembre 2013).

 

Sono 48, invece, le imprese con ricorso alla cassa integrazione straordinaria che interessano 2.941 dipendenti: quasi tutte le aziende sono in procedura concorsuale o hanno cessato l’attività. Se non interverranno nel frattempo soluzioni alternative alla chiusura (come ad esempio l’acquisizione da parte di terzi), questi addetti rischiano la collocazione in mobilità al termine dell’utilizzo dell’ammortizzatore. I contratti di Solidarietà attivati sono 79 per complessivi 4.840 lavoratori coinvolti.

 

Sono già giunti al limite concedibile i ricorsi a CIGS e Contratto di Solidarietà in 308 imprese nel periodo dal 2009 al Febbraio 2014. Il 33,4% delle aziende è ricorsa ad un secondo o un terzo ammortizzatore sociale: dalla Cassa Straordinaria al Contratto di Solidarietà o viceversa, dalla Cassa Straordinaria a quella Ordinaria o alla Cassa in Deroga. Il 17,5% delle aziende ha invece cessato l’attività produttiva collocando i lavoratori in mobilità. Il 49,0% delle aziende (con 9.950 lavoratori coinvolti) hanno ripreso la normale attività lavorativa anche se, in diversi casi, il personale è stato ridimensionato anche per il semplice blocco del tourn-over.

 

“Continuano le difficoltà nel pagamento della cassa in deroga – dicono dal sindacato – a seguito del mancato finanziamento dell’ammortizzatore da parte del Governo; ci sono quindi migliaia di lavoratrici e lavoratori, perlopiù dipendenti di piccole imprese, che da mesi non percepiscono integrazioni salariali. Ci preoccupa inoltre quanto prospettato dall’attuale Governo: la totale liberalizzazione dei contratti a termine, la definizione di un contratto a tutele crescenti durante il quale permane la possibilità di licenziamento da parte dell’azienda, un ulteriore intervento sugli ammortizzatori sociali prevedendone una riduzione con l’abrogazione della Cassa in deroga. Ci sembra che le ricette siano sempre le stesse: un aumento della precarietà, meno tutele per i lavoratori, la riduzione del sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti di aziende in crisi: tutto questo non ha mai creato un posto di lavoro in più. Sono bel altre le strade da percorrere se si vuole rilanciare l’occupazione nel rispetto dei diritti dei lavoratori”.

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