Occupazione femminile, luci e ombre in Regione


Una buona novella c’è: l’occupazione femminile in Emilia Romagna cresce, più di quella maschile. Nel primo trimestre del 2015 il numero delle donne occupate è salito dello 0,9%, contro un +0,3% di uomini; in cifre parliamo di 11 mila unità in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, che portano il conteggio complessivo a 851 mila e al 59,3% la percentuale di occupazione, più alta della media europea, pari mentre al 58,8%. Per fare un confronto, gli uomini occupati sono 1 milione e 41 mila, 10 mila in più rispetto al primo trimestre del 2014, ovvero il 71,7%. La città che vanta il record di tasso di occupazione femminile è Bologna, con un 62,7%, seguita da Parma, con il 60,7%, Ravenna, Reggio Emilia e Modena, al 58%; maglia nera invece per tasso di disoccupazione femminile è Ferrara, al 14,5% – contro una media italiana del 12,4% – mentre le tre città che registrano la minor percentuale sono Bologna, all’8,4%; Parma all’8,5% e Modena, all’8,8%. Eh sì, perché nella nostra regione c’è questa contraddizione: aumentano sì le donne occupate, ma anche la disoccupazione femminile: nel primo trimestre del 2014 le donne senza lavoro erano il 10,4%; nello stesso periodo di quest’anno, il 10,7%, con un aumento dello 0,3%. Al contrario, per gli uomini la disoccupazione è scesa di un bel 1,5%. Segno inequivocabile che la richiesta di impiego è più ampia delle reali possibilità del mercato del lavoro. Per chiudere, un altro segnale ben poco confortante, seppur sia un grande classico: anche in Emilia Romagna resta il divario di reddito tra i due sessi. Nel 2012 – ultimo dato disponibile – il reddito annuo maschile da lavoro dipendente era di 21.211 euro, quello delle donne oltre 4 mila euro in meno (ovvero 15.978 euro); il divario è ancora più profondo nel lavoro autonomo: 21 mila euro per gli uomini, 13.831 per le donne

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet