Reggio Emilia, brutte acque per i lavoratori della piscina


REGGIO EMILIA, 4 MAG. 2010 – Un tuffo nella privatizzazione. E’ quello che si prepara a fare la piscina comunale di Reggio Emilia. L’amministrazione ha infatti deciso che dal prossimo autunno la gestione dell’impianto di via Melato passerà alla Fondazione per lo sport. Un passaggio, in pratica, da una gestione totalmente pubblica da parte del Comune ad una in mano a un ente di natura giuridica privata.Gli scenari che si prospettano non sono piaciuti a un gruppo di cittadini utenti della struttura. Insieme hanno raccolto 1600 firme, ottenendo un incontro con il sindaco Delrio e l’assessore allo sport Mauro Delbue. I contrari al passaggio di consegne vorrebbero che la piscina restasse di competenza del Comune, perché ritengono tale impostazione una garanzia per gli utenti, soprattutto per quanto riguarda le tariffe. L’idea del Comune è invece quella di affidare, attraverso la fondazione, tutte le attività alle società sportive, le quali dovranno farsi carico anche di parte dei costi. La scelta dell’amministratore è infatti maturata in seguito all’accumularsi di un deficit di 1 milione di euro dell’attuale gestione, nonché alla necessità di dover intervenire a breve con opere straordinarie.Più preoccupati ancora dei cittadini sono i lavoratori della piscina. Secondo la Cgil a rischio ci sono 13 posti, 8 dipendenti con contratto a tempo indeterminato e 5 con contratto a termine "alla scadenza del quale – si legge in una nota – non esistono prospettive future". Ma lo stesso discorso vale anche per i dipendenti stabili: "la cessione della struttura ad un altro soggetto fa sì che il loro posto di lavoro presso il Comune venga a mancare".Il comunicato, firmato da Barbara Vigilante della Funzione pubblica della Cgil di Reggio Emilia, sottolinea come "l’Amministrazione Comunale non abbia ancora convocato le organizzazioni sindacali di categoria per discutere del problema, nonostante l’argomento sia già dibattuto in varie sedi da alcuni mesi". "Non ci sembra opportuno – prosegue la nota – ragionare del futuro occupazionale di questi lavoratori con dichiarazioni a volte discutibili sulla stampa, senza invece affrontarlo nelle sedi corrette e cioè aprendo un tavolo di confronto con le Organizzazioni Sindacali".Concludendo, la Cgil elenca i punti che vorrebbe approfondire: "Ci piacerebbe poter discutere rispetto alla scelta della modalità di gestione di un impianto sportivo che tra i cittadini di Reggio è considerato come un patrimonio pubblico a disposizione di tutti, nell’ottica dello sport concepito come elemento di aggregazione. Quale sarà l’impatto della nuova gestione rispetto alle tariffe al pubblico, e quali saranno (se ci saranno) gli effettivi risparmi per il bilancio comunale?"

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