Reggio Emilia, aumenta il ricorso alla cassa integrazione


A Marzo 2014, il numero dei lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali si incrementa di oltre 1.000 unità. In particolare aumenta il ricorso alla Cassa Integrazione Ordinaria – più 812 lavoratori. Aumenta leggermente il numero delle imprese e dei lavoratori interessati al Contratto di Solidarietà – più 1 azienda e 103 lavoratori -, e alla Cassa Integrazione Straordinaria – più 4 aziende e 269 lavoratori. I lavoratori interessati agli ammortizzatori sociali sono 12.227 unità, con una diminuzione di 1.184 lavoratori rispetto al mese di Dicembre 2013. Riguardo alle ore autorizzate, rispetto al periodo Gennaio/Marzo 2013, diminuiscono, nello stesso periodo 2014, le ore di Cassa Integrazione Ordinaria del 53,6% e aumentano del 30,6% per le Casse Straordinarie e i Contratti di Solidarietà. Delle 2.151.016 di ore autorizzate il 66,2% è stato utilizzato nell’Industria, il 13,6% nel settore dell’edilizia e il 10,8% nel settore del commercio. A marzo 2014, dall’inizio della crisi (2008), sono 243 le aziende che hanno attivato procedure di mobilità per 4.361 lavoratori (+ 430 rispetto a dcembre 2013).

 

 

A marzo 2014 sono 52 le imprese con ricorso alla cassa integrazione straordinaria che interessano 3.210 dipendenti: quasi tutte le aziende sono in procedura concorsuale o hanno cessato l’attività. Se non interverranno nel frattempo soluzioni alternative alla chiusura (come ad esempio l’acquisizione da parte di terzi), questi addetti rischiano la collocazione in mobilità al termine dell’utilizzo dell’ammortizzatore. I contratti di Solidarietà attivati sono 80 per complessivi 4.943 lavoratori coinvolti. Sono già giunti al limite concedibile i ricorsi a CIGS e Contratto di Solidarietà in 318 imprese nel periodo dal 2009 a Marzo 2014.

 

 

Il 34,0% delle aziende è ricorsa ad un secondo o un terzo ammortizzatore sociale: dalla Cassa Straordinaria al Contratto di Solidarietà o viceversa, dalla Cassa Straordinaria a quella Ordinaria o alla Cassa in Deroga. Il 17,6% delle aziende ha invece cessato l’attività produttiva collocando i lavoratori in mobilità. Il 48,4% delle aziende (con 9.629 lavoratori coinvolti) hanno ripreso la normale attività lavorativa anche se, in diversi casi, il personale è stato ridimensionato anche per il semplice blocco del tourn-over.

 

 

“Continuano – dicono dalla camera del lavoro di Reggio Emilia – le difficoltà nel pagamento della Cassa in deroga a seguito del mancato finanziamento dell’ammortizzatore da parte del Governo; ci sono quindi migliaia di lavoratrici e lavoratori, perlopiù dipendenti di piccole imprese, che da mesi non percepiscono integrazioni salariali. Ci preoccupa e ci indigna inoltre quanto prospettato dall’attuale Governo: la totale liberalizzazione dei contratti a termine, la definizione di un contratto a tutele crescenti durante il quale permane la possibilità di licenziamento da parte dell’azienda, un ulteriore intervento sugli ammortizzatori sociali prevedendone una riduzione con l’abrogazione della Cassa in deroga. Ci sembra che le ricette siano sempre le stesse: aumento smisurato della precarietà, taglio delle tutele per i lavoratori, la riduzione del sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti di aziende in crisi: tutto questo non ha mai creato un posto di lavoro in più, semmai aumenta il dramma sociale anche a Reggio Emilia. Sono ben altre le strade da percorrere se si vuole rilanciare l’occupazione nel rispetto dei diritti dei lavoratori”.

 

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