Reggio Emilia: arte visioni e messaggi da Sarajevo


REGGIO EMILIA, 23 FEB. 2009 – Sarajevo a Reggio Emilia. L’assessorato alla cultura del comune ha deciso di rinnovare i legami profondi che legano le due città sin dai tempi della guerra civile in Bosnia con una serie di iniziative a forte componente artistica integrate da dibattiti e attività nelle scuole. Sarajevo e la Bosnia sono luoghi in cui l’idea della multietnicità è stata combattuta in modo sanguinoso e assumono per questo un significato molto particolare. “L’Europa muore o rinasce a Sarajevo”, diceva Alexander langer. Una citazione non casualmente ripresa come “didascalia” dell’ampio programma di eventi. Nel corso degli anni Reggio Emilia è stata legata a quella terra con politiche di cooperazione e sviluppo già durante la guerra civile e poi nella fase di ricostruzione, con legami con varie città bosniache, da Mostar alla stessa Sarajevo.Main sponsor dell’iniziativa è Boorea, che è intervenuta in Bosnia (collaborando con Gvc e con i finanziamenti del Ministero degli esteri italiano) con progetti di microcredito e con la costruzione di tre cooperative agricole nella città di Bodoj; e Boorea è sempre attenta alla diffusione dei temi internazionali tra le giovani generazioni. Nel corso di “BiH – Arte, visioni, messaggi da Sarajevo”, Boorea sottolinea quindi le iniziative nelle scuole, perché i ragazzi e le ragazze reggiani non conoscono neppure l’esistenza di una guerra civile in Bosnia ed è invece importante “fare memoria” anche su questo capitolo della storia recente.BiH – Arte, visioni, messagi da Sarajevo è promosso dal Comune di Reggio Emilia – Assessorato Cultura, Associazione culturale Telecitofono, agenzia Reggio nel Mondo e Fondazione Ars Aevi di Sarajevo, e realizzato con il sostegno di Boorea, Coop  Consumatori Nordest, e Gabella “Associazioni di idee”. La manifestazione vede inoltre  la collaborazione di Alda “Associations of the Local Democracy Agencies”, Osservatorio Balcani e Caucaso che opera da sempre  per la pace e la convivenza nei Balcani e  Fondazione Alex Langer. Sponsor tecnico è Promusic.IL PROGRAMMA DEI DIBATTITI: INCONTRI E PAROLESabato 14 marzo, ore 17.30 – Sinagoga, Via dell’Aquila 3/a, Reggio EmiliaSarajevo mon amour. Andrea Mastrangelo (Gazzetta di Reggio) incontra Jovan DivjakJovan Divjak nasce a Belgrado da genitori serbi di origine bosniaca. Nel 1992, da colonnello, lascia l’esercito jugoslavo per difendere la Bosnia-Erzergovina dall’aggressione esterna. Nel 1994, fonda l’associazione “L’educazione costruisce la Bosnia-Herzegovina”. Nel libro Sarajevo mon amour, racconta le bombe, le tribolazioni dei civili, i doppi giochi dei politici bosniaci e della comunità internazionale, l’amore per una città unica al mondo e il desiderio di una pace che non è ancora davvero arrivata.Giovedì 19 marzo, ore 21.00- Sinagoga, Via dell’Aquila 3/a“Indicazioni stradali sparse per l’Erzegovina”. Pierluigi Senatore (Radio Bruno) incontra Dario Terzic e Massimo ZamboniLetture dall’opera di Nedzad Maksumic “Indicazioni stradali sparse per terra”Del passato, del presente e del futuro dell’Erzegovina, uno dei pilastri della Federazione croato bosniaca che risente fortemente dell’influenza sia di Zagabria che di Sarajevo, parlano Dario Terzic, corrispondente da Mostar di Osservatorio Balcani, e Massimo Zamboni, tornato recentemente a Mostar dopo il concerto dei CSI del giugno del 1998, per realizzare il suo ultimo lavoro “L’inerme è l’imbattibile”.Sabato 21 marzo, ore 17.30- Sinagoga, Via dell’Aquila 3/aNotte Balcanica. Davide Nitrosi (Il Resto del Carlino) incontra Francesco StrazzariI Balcani sono da secoli definiti “polveriera d’Europa” per la lunga scia di conflitti, ma oggi, qui si sperimentano anche nuove commistioni tra criminalità organizzata e complicità politiche che rappresentano un’importante sfida per il futuro europeo. Un libro che nasce dalla conoscenza diretta di Francesco Strazzari, docente della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e formatore per le forze ONU, UE, italiane e di altri paesi dispiegate nella regione balcanica.Sabato 28 marzo, ore 17.30- Sinagoga, Via dell’Aquila 3/aI giusti nel tempo del male. Maurizio Chierici (L’Unità) incontra Svetlana Broz Nipote dell’ex leader jugoslavo Josip Broz Tito, Svetlana Broz è giornalista e medico. Dal 2000 vive a Sarajevo dove promuove i seminari “Educazione attraverso il coraggio civile”, per insegnare ai ragazzi provenienti da tutti i Balcani come affrontare la corruzione e la divisione politica e sociale. Il suo libro I giusti nel tempo del male parla della gente comune, i veri eroi della storia, persone diverse tra loro per provenienza, cultura, appartenenza nazionale, che dentro la violenza della guerra hanno potuto incontrare anche gesti di solidarietà umana.Sabato 4 aprile, ore 17.30- Sinagoga, Via dell’Aquila 3/aRomanzo Balcanico. Piero del Giudice dialoga con Abdulah SidranLetture di Claudia Cotti ZelatiNato a Sarajevo nel 1944, dove oggi vive e lavora, Abdulah Sidran è poeta, scrittore, commediografo, sceneggiatore. Figura centrale nella letteratura contemporanea, Sidran è allo stesso tempo, poeta della città, ispirato dalla grande tradizione musulmana di Sarajevo, e poeta europeo, al centro del drammatico crocevia storico e culturale dei Balcani. Dopo A Zvornik ho lasciato il mio cuore, La bara di Sarajevo e Poesie per Sarajevo, Romanzo balcanico è l’ultima opera, appena uscita in edizione italiana, che, attraverso la sua testimonianza, ripercorre la memoria e l’attualità di un paese scomparso – la Jugoslavia. Venerdi 13 marzo, 18,00 – Spazio Gerra, Piazza XXV aprile 2, Reggio Emilia“Gli accordi di Dayton 14 anni dopo. La comunità internazionale e la Bosnia Erzegovina nello scacchiere balcanico” . Incontro con Fabio MiniA quasi quattordici anni dagli accordi di pace firmati a Dayton il 21 novembre 1995, la situazione politica in Bosnia Erzegovina rimane ancora un punto interrogativo. La Bosnia Erzegovina, “un giocattolo privo di pile” nelle parole di Fabio Mini, l’ex comandante della missione Nato Kfor in Kosovo, rimane comunque una pedina importante da muovere per garantire la pace e la convivenza all’interno dell’area balcanica.Martedì 4 marzo, ore 21.00 – Gabella, Via Roma 68, Reggio EmiliaSabur, Racconti d’amore e di massacro. Enrico Finocchiaro (Reporter) dialoga con Alda Radaelli Vivere con la popolazione assediata, sotto le bombe e con la fame: è quanto Alda Radaelli, giornalista esperta di diritti umani, ha fatto a Sarajevo tra il 1992 e il 1995. Da qui nasce il libro Sabur, un affresco imperdibile di una guerra che ancora oggi condiziona gli equilibri europei.Martedì 31 marzo, ore 21.00- Gabella, Via Roma 68, Reggio EmiliaSarajevo, BiH, storie di un dopoguerra, proiezione del film e incontro con gli autori Emanuele Cicconi e Mario MocciaPresentata in anteprima al Sarajevo Film Festival 2008, la pellicola non parla della guerra ma della storia attuale, offrendo uno spaccato sui problemi strutturali e sulle difficoltà quotidiane attraverso tre storie: il Museo d’Arte Contemporanea di Sarajevo “Ars Aevi” di Enver Hadziomerspahic, Obrazivanje Gradi BH di Jovan Divjak e la Cooperativa “Insieme” di Rada Zarkovic e Skender Hot.Venerdì 3 aprile, ore 21.00- Gabella, Via Roma 68, Reggio EmiliaLa memoria e il futuro. Ridare vita e voce a Srebrenica. Gabriele Cantarelli (Reporter) incontra Sabina Langer e Fabio Levi, della Fondazione Alexander Langer Stiftung di Bolzano e della rete internazionale "Adopt Srebrenica". In collaborazione con la Scuola di Pace di Reggio Emilia.Mercoledì 8 aprile, ore 21.00- Gabella, Via Roma 68, Reggio EmiliaViaggio in Bosnia ErzegovinaPrijedor, Sarajevo e Mostar. Un viaggio che verrà realizzato da Gabella grazie alla collaborazione di Viaggiare i Balcani, il progetto creato da alcune Ong e che vede la consulenza di Osservatorio Balcani. Prima del viaggio saranno organizzati tre incontri di preparazione, per maggiori informazioni è possibile contattare info@gabella.re.it oppure contattare 340.3807561.Venerdì 17 aprile, ore 21.00- Gabella, Via Roma 68, Reggio EmiliaL’Europa di Mezzo – suggestioni e personaggi dai Balcani.Incontro spettacolo con Michele Nardelli e Roberta BigiarelliLo specchio. La Bosanska kafa. La postmodernità. L’acqua. La Balkanska Krcma. Suggestioni per raccontare i Balcani, imparare a guardare il mondo e noi stessi con occhi diversi, indagare la regione più complicata del mondo, tanto vicina eppure lontana, ignota quanto affascinante.

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