Reggio Emilia alla riscossa contro la crisi


REGGIO EMILIA, 1 MAG. 2009 – “Il lavoro unisce – per uscire dalla crisi”. E’ con questo auspicio, non rituale, che Cgil, Cisl e Uil di Reggio Emilia hanno celebrato oggi la Festa del Lavoro. Questo 1° maggio si colloca in una fase molto complessa nei rapporti tra le organizzazioni sindacali, ma non vi è dubbio che la scelta dei sindacati reggiani di celebrarlo insieme nasce dalla precisa consapevolezza che rappresenta un patrimonio comune, il momento che più di ogni altro simboleggia il valore dell’unità di tutto il mondo del lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori. Una unità ben evidente al grande corteo, che nel pomeriggio è partito dai viali di Reggio Emilia e ha raggiunto la centrale Piazza della Vittoria, accompagnato dalle bande musicali, tra bandiere, gonfaloni dei Comuni e della Provincia e rappresentanti delle Istituzioni, striscioni sorretti da delegati di decine e decine di aziende in difficoltà.Il pericolo di un ulteriore incremento della disoccupazione, della perdita del posto di lavoro, è sul volto di tanti. Ma una cosa è certa: per i diritti, per la legalità, per la sicurezza e la solidarietà, sono venuti in piazza a Reggio Emilia migliaia di lavoratori e lavoratrici, pensionati, giovani, famiglie, che hanno ascoltato con attenzione e più volte applaudito chi ha parlato dal palco. Angela Maioli, delegata Uil di una azienda pubblica di servizi alla persona e Vittoria Spina, delegata Cisl dell’azienda metalmeccanica Mask, in cassa integrazione da mesi, hanno chiesto “strumenti e scelte precise in campo economico e sociale per aggredire la recessione in atto, per la dignità e il riconoscimento sociale del lavoro, anche per coloro che hanno un rapporto di lavoro precario o per chi un lavoro non ce l’ha più”. “La crisi richiede nuove solidarietà – hanno dichiarato – ma la solidarietà non può essere solo tra chi ha meno, mentre tutto il resto spera di tornare al passato. Per questo servono risposte che coinvolgano tutti e guardino al futuro”.“Cittadini nel lavoro, nella libertà, nella dignità e legalità. Per tutto ciò è essenziale il lavoro, il suo riconoscimento, la sua tutela”. E’ con queste parole che, invece, ha aperto il suo intervento Susanna Camusso, della segreteria nazionale Cgil, partendo dal tema della ricostruzione in Abruzzo che, ha detto, “deve essere una occasione etica con al centro il lavoro”. “Da L’Aquila a tutto il paese questa è la sfida che abbiamo, che attraversa le piazze di oggi – ha poi proseguito – La crisi mondiale che, per il nostro Paese, si sovrappone ad una crisi già esistente, non è una crisi qualunque, non si può semplicemente aspettare che passi la nottata. Non lo fanno i governi del mondo ma noi vediamo che il nostro si attarda, non risponde, non difende il lavoro che è anche affermazione di lavoro legale: si facciano i cantieri applicando i contratti e le norme sulla sicurezza. Si faccia della ricostruzione l’occasione per una grande e trasparente azione di contrasto a tutto ciò che, nascosta nell’illegalità, ogni giorno indebolisce ed impoverisce il nostro paese”.Susanna Camusso considera l’Italia “un Paese attraversato da una crisi profonda, che non si ferma alla finanza, ma che ha travolto il lavoro, quello materiale, concreto, quello che noi conosciamo tutti giorni, che ha aumentato la povertà. Ogni giorno cresce la cassa integrazione, cresce la disoccupazione, giovani uomini e donne non trovano certezze e non riescono a costruirsi, ed immaginarsi, un futuro". E al Governo, "che nega alla rappresentanza sociale ruolo, che nega la funzione politica e pubblica di indirizzo dell’economia, ricorda che la Cgil "risponde ogni giorno con la contrattazione". Nella giornata di Festa del lavoro, queste parole sono riecheggiate nella piazza di Reggio Emilia per la loro attualità, anche quando è iniziato lo spettacolo di Dario Vergassola e si sono le prime note musicali del concerto di Fabrizio Varchetta e dei Gang, che hanno trattenuto tante gente in piazza fino a tarda sera.

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