Reggio Emilia: 150 tricolori per il Presidente


REGGIO EMILIA, 5 GEN. 2011 – I festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia partiranno nel segno di Calatrava. E’ illuminando di verde, bianco e rosso i tre ponti costruiti dall’architetto spagnolo a cavallo dell’Autostrada del Sole che Reggio Emilia darà infatti il via, a partire da domani sera, alle celebrazioni del 214° anniversario della nascita del Tricolore, primo appuntamento di questo solenne 2011. E il 7 gennaio, quando la città diventerà la capitale del vessillo nazionale tenuto a battesimo nel 1797, il gioco di luci saluterà anche l’arrivo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Reggio Emilia, oltre ad ospitare le consuete celebrazioni storiche, festeggerà la ricorrenza e accoglierà il Capo dello Stato allestendo una mostra che ripercorre la storia della bandiera coinvolgendo letteralmente tutta la città. In centro storico, in un percorso lungo sei chilometri fra vicoli, viali e piazze si dipana infatti la mostra "Le strade della bandiera. Reggio Emilia città del Tricolore", curata dal docente universitario Alberto Melloni. Una installazione a cielo aperto, con 150 enormi bandiere appese a fili tesi da un capo all’altro dei palazzi, da scoprire camminando con il naso all’insù. L’esposizione resterà in città fino al 2 giugno, festa della Repubblica. Per sei mesi quindi chi cammina in città potrà scoprire i primi vessilli bianco, rossi e verdi: non solo il Tricolore scelto dalla repubblica Cispadana, dunque, ma anche ad esempio la bandiera che sventolava nelle Marche quando nacque la Repubblica Anconitana, gli emblemi della rivoluzione francese che ispirarono i giacobini italiani e vennero presi a modello per creare lo stendardo nazionale, fino alla bandiera dell’Italia unitaria, adottata nel 1861. La mostra comprende poi gli altri stendardi che hanno segnato la storia italiana: le bandiere dell’Unione europea, le bandiere dei Paesi collegati alle vicende italiane, le bandiere della Repubblica e quelle evocative. La scelta di realizzare una mostra in città, all’aperto, non é casuale. "Nelle vie e nelle piazze della città – spiega il sindaco Graziano Delrio – si affacciano e si incrociano le attività istituzionali e private, si incontrano e confrontano le persone. Le strade della bandiera sono strade che portano alle piazze della convivenza, ad una occupazione cordiale dello spazio pubblico come spazio di comunità". Il numero e la varietà delle bandiere esposte servono a "narrare le tante identità e idealità attraverso cui si è espressa la ricerca dell’unità nazionale", aggiunge Delrio. Un modo quindi per raccontare la complessità dell’Italia di oggi, attraverso la sua storia. "Queste bandiere storiche – dice ancora il sindaco – ci ricordano che la nostra identità nazionale è fatta di molteplicità di culture, ideali e differenze". Nel viaggio ideale per marcare il carattere popolare della bandiera rientra anche un curioso progetto lanciato nel febbraio 2010 dal Centro di riciclaggio creativo Remida (collegato a Iren e all’Istituzione scuole dellinfanzia e asili del Comune di Reggio), nato nel 1994 per educare i cittadini a valorizzare il materiale di scarto. Il progetto si chiama "Madeamano" e ha coinvolto finora un migliaio di volontari in varie parti del mondo. Per l’esattezza 952 donne e 174 uomini, compresa una bimba di tre anni e una signora di 84. Utilizzando materiali di scarto di ogni genere di colore rosso, bianco e verde, i volontari stanno lavorando per costruire una grande bandiera italiana intrecciando a maglia questi oggetti. Un vero tricot creativo transnazionale. Ogni volontario o gruppo di volontari intreccia a maglia una pezza di un metro per 50 centimetri. Successivamente tutte le "pezze" (composte di cartone, plastica, fili di lana, nastri, cordoni di scarpe, stoffe di vario genere) verranno unite insieme in una grande installazione tricolore nella piazza più grande di Reggio il 22 maggio.

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