Reggio cresce, ma un po’ meno


26 NOV 2009 – La provincia di Reggio Emilia continua a crescere e al 31 dicembre 2008 – grazie ad un aumento di 9.332 unità, pari ad un incremento annuo dell’1,8%, il più alto di tutta la regione – ha raggiunto i 519.480 abitanti, compresi 59.429 cittadini stranieri: di questi 6.757 provengono dall’Unione europea (e rappresentano l’1,3% della popolazione complessiva) e 52.672 (il 10,1%) sono invece cittadini di Stati non appartenenti all’Ue. L’immigrazione, pur non arrestandosi (sono 7.009 i cittadini stranieri in più rispetto all’anno prima), registra tassi di crescita più contenuti rispetto ad altre realtà, tanto che Reggio Emilia non è più la prima provincia in regione per la più alta incidenza di stranieri sulla popolazione residente, visto che il nostro 11,4% è stato superato dall’11,6% di Piacenza. Nel 2008, inoltre, Reggio è risultata al penultimo posto in regione per variazione percentuale annuale della popolazione straniera residente (+13,4%) in linea con la provincia di Modena (+13,3%) e ben al di sotto della media regionale (+15,3%). Negli ultimi 5 anni la popolazione straniera residente in Emilia Romagna ha avuto un incremento del 63,9%, ed anche in questo caso il valore registrato a Reggio (+56,1%) è sotto la media, ed quasi la metà della variazione avuta a Ferrara (+ 94,7%).Anche a livello nazionale, la provincia di Reggio Emilia è scesa al quarto posto per incidenza percentuale di cittadini stranieri sulla popolazione complessiva ed è ora preceduta da Brescia (12,2%), Prato (11,8%) e, appunto, Piacenza (11,6%).Novità anche per quanto riguarda la composizione della comunità straniera che vive e lavora in provincia. Se i marocchini, si confermano la collettività più numerosa (9.318 unità, 15,7% dell’intera popolazione straniera residente), davanti ad albanesi (6.760, 11,4%), indiani (5.351, 9,0%), cinesi (4.472, 7,5%) e rumeni (4.009, 6,7%), le comunità cresciute più intensamente negli ultimi anni sono quelle provenienti dall’Europa centro-orientale, che nel 2008 è divenuta la principale area di immigrazione degli stranieri residenti (25%) fondamentalmente a seguito dell’aumento di rumeni, moldavi ed ucraini.Questi i principali dati emersi dal Rapporto stranieri 2009, elaborato dall’Osservatorio provinciale sull’immigrazione, che ogni anno fornisce il quadro della situazione relativamente alla presenza di cittadini stranieri sul territorio provinciale e che questa mattina è stato illustrato alla stampa dalla presidente della Provincia di Reggio Sonia Masini , e dall’assessore alla Sicurezza sociale Marco Fantini. "E’ del tutto evidente come la crisi abbia modificato anche i flussi migratori non solo per quantità, visto il rallentamento registrato, ma anche per qualità – ha commentato la presidente della Provincia Sonia Masini – Negli ultimi dieci anni l’immigrazione era prevalentemente maschile e di provenienza nordafricana o indo-pachistana per rispondere alle esigenze rispettivamente di fabbriche e aziende agricole in cerca di manodopera, mentre ora è più che altro caratterizzata da donne dell’Est europeo, soprattutto badanti, chiamate a prestare servizio presso le famiglie".Di pari passo, deve cambiare anche la strategia di governo dei flussi migratori, "per evitare che anche in province aperte ed evolute come la nostra possano verificarsi fenomeni di rigetto verso gli stranieri". "Terminata questa prima fase di accoglienza con il concorso di enti locali, sindacati, privato sociale e parrocchie, e ribadita la necessità di rigorosissimi controlli per contrastare ogni fenomeno di clandestinità o illegalità – ha continuato la presidente Masini – ora il vero tema è quello di capire come gestire questa presenza e quali prospettive garantire agli stranieri che intenderanno continuare a vivere a Reggio, in particolare i giovani delle seconde e terze generazioni"."In una provincia, o meglio in un continente che invecchia, questi giovani rappresentano una risorsa straordinaria: dobbiamo quindi offrire loro una prospettiva vera, permettere loro di studiare e di realizzarsi – ha aggiunto Sonia Masini – Per questo la Provincia intende investire molto sulla scuola e per questo puntiamo a raggiungere il 100% di scolarizzazione nella fascia 0-6 anni. Per i giovani stranieri, il cui futuro risulta fondamentale nelle scelte che le loro famiglie saranno chiamate a compiere, dobbiamo pensare nuovi modelli educativi, garantendo una selezione basata esclusivamente su merito e capacità, e non su origini etniche o stato sociale. E da questi giovani, e dalle loro famiglie, al contempo dobbiamo pretendere un pieno e convinto rispetto delle nostre regole democratiche: un rispetto formale, magari giurando sulla nostra Costituzione, ma anche sostanziale, che significa condividere anche in famiglia, anche nel rapporto tra uomo e donna e tra genitori e figli, i valori ed i principi per noi irrinunciabili di democrazia, rispetto, libertà e parità".L’assessore provinciale alla Sicurezza sociale Marco Fantini ha quindi annunciato importanti novità per quanto riguarda la Consulta provinciale dell’immigrazione, "destinata ad assumere funzioni di secondo livello in quanto, per meglio rispondere alle esigenze delle diverse comunità presenti nei vari territori, intendiamo promuovere primi momenti di confronto a livello distrettuale". Per realizzare una sempre maggiore integrazione, Fantini ha infine auspicato "una presenza sempre più significativa di stranieri, anche ai vertici, nelle associazioni di volontariato, nei centri sociali e nelle società sportive".

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