Referendum elettorale, istruzioni per l’uso


Domenica 21 e lunedì 22 l’elettorato è chiamato di nuovo alle urne per esprimere un assenso o un dissenso rispetto a tre quesiti referendari abrogativi che riguardano l’attuale legge elettorale, detta “porcata”, o anche “porcellum”. Al seggio verranno consegnate tre schede, una per ogni quesito (le schede sono quattro nel caso ci si trovi in un Comune o una Provincia interessati dal secondo turno delle amministrative). Ecco di cosa trattano:Il primo quesito (scheda viola) riguarda l’elezione dei rappresentanti alla Camera. Votando sì si va a togliere, in sostanza, dall’attuale legge la parola “coalizione”. Di conseguenza il premio di maggioranza, che ora spetta alla coalizione, viene assegnato alla lista che ottiene più voti. Per fare un esempio con i dati delle ultime europee, se si fosse trattato di elezioni politiche, il Pdl, col suo 35% di voti raccolti (maggioranza relativa), avrebbe automaticamente ottenuto la maggioranza assoluta del 55% dei seggi alla Camera.Il secondo quesito (scheda beige) è praticamente uguale al primo, solo che è riferito al Senato dove l’assegnazione dei seggi avviene su base regionale. Se passa il sì, sparisce la possibilità per i partiti di presentarsi coalizzati e il 55% dei seggi di ciascuna regione va alla lista che all’interno di questa ottiene più voti.Il terzo quesito (scheda verde) riguarda invece il divieto di candidature multiple. Ovvero, si vuole eliminare la possibilità, prassi oggi assai diffusa, per un candidato di presentarsi in più di una circoscrizione elettorale. Se passa il sì ogni candidato potrà candidarsi in una sola circoscrizione. In questo modo si evita il “giochino” del “plurieletto” che può decidere, a partire dalla circoscrizione scelta per la sua elezione, anche chi insieme a lui verrà eletto nelle altre circoscrizioni in cui verrà spuntato. Oggi, tra Parlamento e Senato, possiamo contare ben il 30% di parlamentari eletti con questo sistema di scelta da parte dei “plurieletti”.Quorum: affinché il referendum abbia valore, deve votare la metà più uno degli aventi diritto al voto. Come in tutte le consultazioni elettorali esiste la possibilità di effetturare un astensionismo attivo da parte di coloro che non sono d’accordo con la proposta di cambiamento della legge. Questo tipo di non partecipazione va ad aggiungersi all’astensionismo passivo, assai più diffuso, di quella parte di elettori che non hanno nemmeno una mezza idea (e non si preoccupano di averla) su cosa si debba andare a decidere dentro la cabina elettorale. C’è la possibilità, inoltre, di non ritirare tutte le tre schede del referendum elettorale, ma solo quelle o quella con cui ci si trova d’accordo. In questo caso si contribuisce al raggiungimento del quorum solo per quel quesito che si è scelto di votare. E allo stesso tempo si fa andare nei matti gli scrutatori che devono mettere a verbale "l’elettore tal dei tali ritira solo la scheda x ma non quelle y e z".

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