Redditi, Emilia Romagna a “metà”


Modena, eccola qui tra Milano e Monza Brianza che se la passano peggio, perde il 3,13%; Bologna, che in ordine alfabetico occupa una posizione meno gradita fra Biella e la verde Bolzano, addirittura il 3,92. L’infografica del Sole 24 Ore ci racconta quanto abbia inciso la crisi, dal 2008 ad oggi, sullo stipendio medio degli italiani o sulla resa delle loro attività imprenditoriali. Bologna e Modena occupano la fascia arancione, quella intermedia, che racchiude flessioni comprese fra il 2 e il 4 percento degli stipendi pre crisi, fascia peraltro occupata da tutte le province dell’Emilia-Romagna. Per tracciare un confronto significativo è bene sottolineare che le province “verdi” sono appena tre: oltre a Bolzano, Belluno e a sorpresa L’Aquila, dove evidentemente è in corso una minima fase di rimbalzo dopo la devastazione – anche economica – del terremoto 2009. Due le province nere: Prato, terra di conquista dell’imprenditoria cinese di cui è nera anche una fetta consistente del giro d’affari; e Olbia Tempio, terra dell’oro durante l’estate vacanziera ma depressa nella bassa stagione.
Calano i cosiddetti benestanti: la quota di redditi famigliari sopra i 75mila euro annui scende dal 13,3 al 12,9%; l’export è l’ancora di salvezza dei territori ad alto tasso di manifattura, come il nostro, ma non può brillare come vorrebbe, trovandosi in competizione con Paesi esteri che fanno concorrenza a costi produttivi minimi. Si consoli almeno Bologna, che per reddito medio dichiarato è ancora seconda in Italia, dietro Milano e a parimerito con Roma. La ripresa economica recentemente paventata dal Governo non può trovarsi in tabella, visto che i dati raccolti si fermano al 2014. L’appuntamento è rimandato ai circoletti dell’anno prossimo.

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