RE MBFG DICE ADDIO A “MONTENAPOLEONE” E UBI BANCA VALUTA RISARCIMENTI


CAVRIAGO 21 GENNAIO Ubi BANCA si riserva di avviare le azioni legali per un risarcimento danni nell’ambito della vicenda sul crack di Mariella Burani Fashion Group che ha visto coinvolta la corporate e investment bank del gruppo, Centrobanca.Lo ha detto l’AD Victor Massiah nel corso della presentazione di Massimo Capuano (ex Ad di Borsaa Italiana) al vertice operativo di Centrobanca.Ricordando che l’inchiesta giudiziaria è ancora in corso e che in questo ambito ci sono state dichiarazioni relative alla creazione di bilanci falsi, Massiah dice che “se e quando ci fossero prove provate di un danno creato da una azione illegittima, la banca si riserva ovviamente di fare tutte le sue azioni per essere risarcita”.”Se Burani ha fatto bilanci falsi e noi abbiamo preso decisioni sul merito di credito sbagliate a causa di questo, allora siamo noi a chiedere i danni”, ha spiegato l’AD sottolineando poi che per l’Opa lanciata nel 2008 sul gruppo della moda oggetto di indagine della magistratura, Ubi ha avuto un beneficio di 400.000 euro di commissioni a fronte di perdite su crediti per 60 milioni di euro.Relativamente alla posizione del presidente di Centrobanca, Mario Boselli, indagato insieme al suo ex numero due, Valerio D’Urbano, per concorso in bancarotta fraudolenta per l’Opa su Burani, Massiah si è limitato a dire che: “Boselli resta presidente dell’istituto, poi vediamo”.I commissari straordinari di Mariella Burani Fashion Group (Francesco Ruscigno, Gianpiero Martini e Rossella Strippoli) nel frattempo sono riusciti a vendere uno dei pezzi pregiati del gruppo di moda in Prodi bis: la boutique (5 vetrine) e parte dello stabile di via Montenapoleone 3, nel cuore del quadrilatero per dieci milioni di euro. A tanto ammonta la cifra che la Mariella Burani Fashion Group di Cavriago sarà in grado di intascare nel giro di poco tempo. La somma di denaro è quella che Dior, maison francese del lusso e dell’abbigliamento, ha deciso di sborsare per subentrare all’azienda nella gestione dello show room di via Montenapoleone numero 3 a Milano.E c’è di più. Posto che, per far decollare il nuovo piano industriale occorrono 20 milioni di euro in tre anni, di recente i commissari avrebbero anche compiuto un altro passo: la costituzione di una «newco» in cui far confluire gli asset operativi della Mariella Burani Fashion Group. Le linee guida del business plan, d’altronde, prevedevano già anche questo (una nuova entità economica che, ricevuti gli asset di maggior rilievo della Mbfg, fosse in grado di riposizionarsi sul mercato della moda). L’obiettivo è arrivare a vendere l’azienda entro l’anno. Come dettano le regole della Prodi bis.

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