CONFCOOPERATIVE REGGIO A CONGRESSO: QUATTRO ANNI DI CRESCITA E NUOVE STRATEGIE SUL FUTURO


REGGIO EMILIA 9 MARZO E’ una Confcooperative che gioca decisamente d’attacco quella che oggi si presenta all’appuntamento con la sua Assemblea congressuale quadriennale.Decisa nelle valutazioni sul come sono state gestite le dotazioni patrimoniali economiche e culturali della città (“basta – dirà il presidente Alai nella sua relazione – con la turbofinanza degli enti locali negli acquisiti di derivati e in partecipazioni-, basta con approssimazioni nella gestione come quelle che hanno segnato Iren, Fondazione Manodori e Fcr, basta con una solidarietà considerata non un valore ma una toppa per qualche buco”), altrettanto decisa sul dove indirizzare lo sviluppo lo sviluppo della cooperazione.“Oggi – sostiene Alai – occorre costruire una vera e propria “scienza economica di comunità”, fondata sulla sussidiarietà come cultura da privilegiare e cui aderire, ed in questo ambito appare evidente che nei servizi pubblici, nella sanità, nei servizi alle persone, nell’istruzione, nei trasporti, nel riordino sociale, nell’integrazione e nei servizi alle persone si possono mettere in rete le attività delle cooperative in modo economicamente vantaggioso per tutti i cittadini contribuenti e utenti”.Una relazione a tutto campo – quella del presidente di Confcooperative – con valutazioni sul Governo Monti, lotta all’evasione, le regole di mercato, una società divisa tra “lobbisti e tecnocrati”, un sistema di rappresentanza inchiodato su modelli corporativi quando occorrono, al contrario, “approcci alla crisi e al futuro più complessi e articolati, sostenibili, raccordati e sinergici”.All’appuntamento congressuale Confcooperative – che nell’occasione procederà all’elezione diretta del presidente e alla nomina dei nuovi componenti il Consiglio provinciale dell’organizzazione – giunge dopo quattro anni che hanno segnato un sensibile incremento dell’occupazione, del fatturato e dei soci, mentre si è ridotto da 469 a 436 il numero delle imprese attive.In un quadriennio, i soci delle cooperative sono saliti a oltre 56.000 unità (+ 4%), e 49.000 di questi sono rappresentati da persone fisiche (1.000 in più nel periodo); nello stesso tempo, gli occupati sono passati da 14.440 a quasi 15.500 (+ 7%) , mentre i ricavi sono saliti da 3 miliardi e 114 milioni a 3 miliardi e 700 (stima per il 2011), con un incremento superiore al 18%.“Dietro quest’ultima cifra sta però una realtà più complessa”, sottolinea Alai.“Dopo il 2008, annus horribilis per il settore, l’agroalimentare ha ripreso quota, mentre hanno segnato flessioni le costruzioni, l’abitazione, la cultura e il turismo, i servizi alle imprese in generale e la logistica in particolare.“I dati del quadriennio sono comunque positivi, e su tutto – spiega Alai – c’è per noi una ragione d’orgoglio: nel pieno di una bufera di cui è difficile ricordare i precedenti, le imprese di Confcooperative hanno promosso e difeso il lavoro, quella fonte di ricchezza economica e di coesione sociale sulla quale solo le cooperative sono risultate vincenti”.“Il ricorso agli ammortizzatori sociali – prosegue Alai – è stato del tutto marginale, ma il futuro non rasserena, perché restano condizioni difficili per la crescita che non sono solo legate alla congiuntura economica: sul mercato del lavoro restano troppe irregolarità, contratti in dumping, meccanismi di gara fondati solo su ribassi che possono favorire le imprese meno corrette, lentezze e rigidità nel ridisegnare un sistema di welfare oggi insostenibile dal pubblico”.“Questi – conclude Alai – non sono però problemi che appartengano solo alla cooperazione, ma investono tutto il sistema sociale e imprenditoriale: ecco perché occorre ripensare complessivamente un’economia di comunità fondata sul principio di una sussidarietà autentica e su un più forte coinvolgimento dei cittadini nella gestione dei servizi”.All’Assemblea di Confcooperative – che si terrà alle 9,00 al Centro Malaguzzi – interverranno, tra gli altri, il Sindaco Graziano Delrio, la presidente della Provincia Sonia Masini, il presidente della Camera di Commercio, Enrico Bini, il presidente di Legacoop. Simona Caselli, e il presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, Maurizio Gardini.

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