RIUNITE & CIV E GRUPPO ITALIANO VINI : N°1 ANCHE QUEST’ANNO


CAMPEGINE 8 APRILE il Gruppo Italiano Vini con la controllante Cantine Riunite & Civ si poziona anche quest’anno al primo posto per fatturato nel mondo del vino italiano e la crescita continua.Anche il bilancio 2012 consente al presidente Corrado Casoli di brindare al fatturato che raggiunge i 514 milioni di euro confermando il ruolo di campione nazionale che il GIV ha conquistato ormai da diversi anni. “I dati preconsuntivi dicono che unendo Cantiene Riunite & Civ e GIV – spiega dopo il Vinitaly Corrado Casoli – l’incremento di fatturato sul 2011 è del 3,5%. Frutto delle vendite sui mercati esteri perché in Italia l’andamento dei consumi rimane negativo e non si vedono inversioni di tendenza”. Il 60% del fatturato del Gruppo Italiano Vini creato con oltre 100 milioni di bottiglie è frutto di marchi storici come Bolla per i vini veronesi, Fontana Candida per il Frascati, Cavicchioli per il Lambrusco, Bigi per l’Orvieto, Nino Negri per i vini valtellinesi, Melini per il Chianti, Rapitalà per i vini siciliani e Castello Monaci per i vini del Salento. Spiccano inoltre per la posizione di mercato anche Folonari nel Nord America, Lamberti in Germania e Turà in Italia.
Accanto ai grandi nomi ci sono le marche, a distribuzione selettiva e destinate al canale della ristorazione come Santi in Veneto, Cà Bianca in Piemonte, Machiavelli in Toscana e Re Manfredi in Basilicata. “Il 2013 sarà un anno di grande lavoro per consolidare i risultati, anche di redditività con l’Ebitda che rimane buono ma la vendemmia 2012 ha visto crescere la produzione quindi le tensioni ci saranno”.Gruppo Italiano Vini è la prima azienda vitivinicola italiana e tra le prime aziende al mondo nella produzione e commercializzazione di vini di pregio. Il GIV (controllato da Cantine Riunite & CIv di Reggio Emilia che ha chiuso l’ultimo bilancio con il fatturato a 200 milioni e un margine operativo lordo di 9 milioni) è proprietario di quindici cantine storiche, con marchi più che noti e presenti in tutto il mondo, circondate da preziosi vigneti di proprietà (1.340 ettari) e situate nelle zone vitivinicole più prestigiose d’Italia. Il fatturato del solo GIV si attesa per il 2012 a 370 milioni in aumento del 2% sul 2011 con quote di mercato da record in America, Inghilterra, Giappone, Francia e Germania. Il vice presidente Rolando Chiossi e il direttore generale Davide Mascalzoni guardano anche alla Cina: “l’agenzia Shanghai GIV ormai lavora a pieno ritmo – spiega Chiossi – è un presidio importante. Stiamo investendo per creare le condizioni di vendita ottimali. Il mercato cinese non è ancora pronto per Lambrusco e Prosecco. Non sono ancora possibili i grandi numeri ma arriveranno”. Al 47° Vinitaly a Verona il team GIV ha presentato le etichette che fanno grande la carta dei vini made in Italy e una novità: “Abbiamo recuperato un antico metodo di lavorazione del Chianti, il Governo all’uso toscano – conclude Casoli – e siamo convinti che questo prodotto Melini basato sulla lenta rifermentazione del vino appena svinato con uve appassite, parte in vigna e parte in fruttaio avrà successo anche grazie alla bottiglia a campana che rievoca il fiasco”.

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