CENTRO SERVIZI PMI SOSTIENE PROGETTO ‘FA.RE’


REGGIO EMILIA 8 APRILE L’espressione “impresa multietnica” è tutto sommato abbastanza nuova e forse non ancora perfettamente compresa sia nel suo significato più semplice e oggettivo che nelle sue implicazioni. Per certi aspetti, sono le aziende multietniche stesse a ignorare non tanto il fatto di esserlo, quanto i possibili effetti di questa condizione. Il più delle volte quando nasce un neologismo è perché si è in presenza di un nuovo fenomeno sociale o economico da analizzare, comprendere e affrontare.Il fenomeno di cui stiamo parlando è la crescente multietnicità delle imprese, in particolar modo delle imprese manifatturiere che, a Reggio Emilia, rappresentano la maggior parte. Le aziende produttive occupano un numero crescente di persone straniere, spesso di molteplici etnie, a volte con difficoltà linguistiche, quasi sempre con problemi di integrazione, sia lavorativa che sociale.Il progetto “FA.RE, FAcilitare le RElazioni transculturali nelle imprese manifatturiere multietniche” nasce da Centro Servizi PMI con l’intento di supportare le aziende ad alta presenza straniera nella gestione della complessità organizzativa interna che viene inevitabilmente a generarsi quando si devono gestire risorse umane di lingua madre e cultura molteplici, diverse tra loro e da quelle dell’azienda di appartenenza. “Il progetto FA.RE. – dichiara Cinzia Rubertelli, Presidente di Centro Servizi PMI – si distingue per l’approccio proattivo, innovativo e sfidante rispetto alla gestione della multietnicità in azienda. Non a caso – precisa la Rubertelli – il progetto è stato approvato e finanziato dalla Comunità Europea all’interno del Programma Leonardo da Vinci – Trasferimento di Innovazione. La sfida è quella del diversity management, ossia della gestione delle diversità e delle molteplicità come ricchezza e vantaggio per l’azienda; l’impulso innovativo – conclude la Rubertelli – è quello che proviene dalla sperimentazione del facilitatore delle relazioni transculturali in impresa multietnica, ruolo nuovo, in divenire, che rappresenterà un’esigenza e allo stesso tempo un vantaggio per le imprese che avranno l’intuizione e il coraggio di istituirla nei loro ambienti di lavoro”.Il facilitatore si configura come facilitatore d’apprendimento lavorativo e organizzativo (supporto nei processi), facilitatore relazionale (per il superamento di incomprensioni culturali e disagi che emergono dai rapporti interpersonali) e facilitatore comunicazionale (le modalità comunicative diventano competenze, oltre che strumenti, essenziali per la connessione tra realtà diverse). Il facilitatore delle relazioni transculturali è un “ponte”, un lavoratore già occupato in azienda che, senza alcuna interferenza nella struttura gerarchica e organizzativa già esistente, facilita le relazioni per il superamento di incomprensioni culturali e disagi che emergono nei rapporti interpersonali, facilita la comunicazione laddove le capacità comunicative diventano essenziali per la connessione tra realtà diverse e il padroneggiamento del linguaggio tecnico lavorativo di riferimento.Grazie al progetto FA.RE, Centro Servizi PMI può offrire e realizzare gratuitamente in 4 imprese dell’Emilia Romagna la formazione e la sperimentazione del ruolo di Facilitatore delle relazioni transculturali. Il percorso formativo sarà studiato ad hoc per ogni impresa in base alle sue specifiche caratteristiche ed esigenze.La formazione in azienda è lo step finale del progetto; per arrivare a formare i facilitatori occorre innanzitutto – ed è ciò che si sta iniziando a fare in questi giorni – analizzare le caratteristiche del contesto (tramite interviste alle aziende che occupano percentuali elevate di personale straniero) e rilevare le aspettative di imprese, portatori di interesse e lavoratori (sia stranieri che autoctoni) in merito alle specifiche caratteristiche che il facilitatore dovrebbe avere per agire il proprio ruolo a favore dell’integrazione professionale multietnica sul luogo di lavoro.A garanzia della buona riuscita di questa sperimentazione, il progetto sarà costantemente monitorato da un partenariato locale composto da Centro Servizi PMI, dal Centro Interculturale Mondinsieme, dai Centri Territoriali Permanenti di Reggio Emilia e di Scandiano, dal Centro per l’Impiego di Reggio Emilia, dall’Associazione cittadini del Burkina-Faso di Reggio Emilia ed Emilia Romagna e dalla Comunità egiziana di Montecchio.I partner locali si incontreranno lunedì 11 aprile presso Centro Servizi PMI per discutere di interazione multietnica professionale e del ruolo strategico che i luoghi di lavoro devono avere nel favorire il migliore inserimento di lavoratori stranieri in possibile deficit linguistico e di adattamento.Le aziende interessate alla sperimentazione possono contattare Centro Servizi PMI (Elena Casiraghi) al numero 0522 267711 o all’indirizzo e-mail elenacasiraghi@cspmi.it.

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