Legacoop Reggio Emilia: la crisi si sente, ma è concentrata nel settore costruzioni e industriale


reggio emilia 7 agosto Legacoop Reggio Emilia ha esaminato i risultati complessivi delle cooperative associate, elaborati dall’Ufficio economico-finanziario. Il quadro che emerge vede concentrarsi le situazioni critiche nel settore industriale e delle costruzioni, mentre il resto della cooperazione – pur a fronte della pesantissima situazione del nostro Paese – ancora nel 2012 tiene rispetto ai dati economici e occupazionali.ll valore della produzione consolidato si attesta sui 7 miliardi di euro, in flessione di circa l’1% sull’esercizio precedente, dopo la crescita del 4,8% registrata nel 2011. Il calo di attività del settore manifatturiero e delle costruzioni incide pesantemente con un -12%, a fronte di trend positivi dell’agroalimentare e del commercio (+6% entrambi) e sostanziale stabilità dei servizi e delle sociali (-0,2%). Pertanto il trend del fatturato delle cooperative reggiane, al netto del settore costruzioni, segna nel 2012 una crescita nell’ordine del 4,4%. Cala in generale la redditività, su cui incidono significativamente le perdite delle cooperative di costruzioni, solo parzialmente compensate dai risultati positivi dei restanti settori.“Non è certo tempo di facili ottimismi – spiega la presidente di Legacoop Simona Caselli – ma ci terrei a sottolineare che pur a fronte di una crisi concentrata in pochi e precisi settori, la cooperazione reggiana complessivamente continua a esprimere dati positivi e in alcuni comparti sa ancora crescere”.L’occupazione nel 2012 presenta un saldo vicino allo zero (+0,3%) con, a fine 2012, 45.321 unità, di cui circa 12.400 in provincia di Reggio (-0,6% sull’anno precedente). “Anche questo – aggiunge Simona Caselli – è un dato interessante, perché dimostra che in diversi comparti della cooperazione i livelli di occupazione si mantengono stabili o addirittura sono in crescita. La cooperazione, nella sua complessità, riesce sempre a dare un importantissimo contributo alla tenuta economica e sociale del nostro territorio: vorrei sperare che lo capiscano anche i detrattori, che non mancano, del modello cooperativo”.Per quanto riguarda i singoli settori, il comparto agroalimentare evidenzia una sostanziale tenuta dei volumi, con un valore della produzione consolidato in aumento del 6%. Sul risultato incidono tuttavia in misura rilevante le operazioni di incorporazione promosse dalle cooperative nel comparto vitivinicolo e bovino, al netto delle quali le variazioni sarebbero decisamente più risicate. Si riducono drasticamente le marginalità operative, principalmente come conseguenza degli incrementi nel costo di approvvigionamento della materia prima, così come aumenta l’incidenza degli oneri finanziari riconosciuti al sistema creditizio. L’impossibilità di adeguare prontamente i listini di vendita, riversando sulla clientela l’incremento dei costi gestionali, porta inevitabilmente alla contrazione della redditività del settore. Il commercio registra una crescita del valore della produzione del 6,6% dovuta esclusivamente ad operazioni di acquisizione societaria, a fronte di un calo di fatturato su reti omogenee, segnale inequivocabile del perdurare della crisi economica che ormai colpisce anche i consumi alimentari. Leggera flessione per gli occupati complessivi (-1,8%), in crescita evidenziando il solo dato provinciale (+2,4%). Il comparto dei servizi, notoriamente variegato con differenze significative tra i diversi business, nel complesso evidenzia un’assoluta cristallizzazione della situazione in termini di volume d’affari (-0,2%), dopo un +10% del 2011. Positive le performance della ristorazione, così come si conferma la tenuta della cooperazione sociale, dei servizi ospedalieri specialistici e dei trasporti. Maggiori difficoltà si riscontrano invece sulla logistica e sulle pulizie. La redditività netta è in trend positivo, grazie soprattutto ai risultati conseguiti dalla ristorazione. In ulteriore incremento (+1%) il numero di occupati complessivo, con saldo positivo anche in provincia di Reggio (+0,5%).Nelle costruzioni e nell’industriale l’emergere di situazioni di crescente tensione finanziaria, hanno condotto cooperative di primo piano nel comparto delle costruzioni a richiedere l’ammissione a procedure concordatarie e di ristrutturazione del debito nel corso del 2013 e questo ha impattato pesantemente anche sui risultati di bilancio del 2012. Il valore della produzione consolidato ha subito una contrazione nell’ordine del 12%, ma gli effetti negativi si evidenzieranno, in termini di volumi, specialmente nel 2013, con pesanti ridimensionamenti soprattutto per quelle realtà fortemente esposte sul fronte dell’immobiliare e delle grandi commesse pubbliche. La redditività netta è inevitabilmente negativa e sconta necessariamente le politiche prudenziali imposte dalle procedure in corso, con la necessità di apportare pesanti svalutazioni agli assets di bilancio. L’occupazione è in contrazione del 2,5%, al lordo dell’inevitabile impiego di diverse forme di ammortizzatori sociali quali cassa integrazione, contratti di solidarietà, mobilità che coinvolgono circa un terzo del totale della forza lavoro del settore industria e costruzioni. “Vorrei infine ricordare – conclude la presidente di Legacoop – che molti dei fattori che incidono negativamente sulle imprese italiane e quindi anche sulle nostre cooperative hanno cause lontane, e quasi sempre esterne alle imprese: pensiamo alla drammatica stretta creditizia, ai mancati o ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni, a scelte come la spending review, all’assenza di una politica industriale. Il sistema delle cooperative e i loro soci e dipendenti in questi mesi hanno fatto grandi sacrifici, cercando di affrontare le situazioni di crisi con coraggio e spirito solidale. Ma anche il Governo e le forze politiche si devono rendere conto che la crisi delle imprese e dell’occupazione va affrontata seriamente e tempestivamente. Altri ritardi o ballon d’essai sarebbero catastrofici per l’economia italiana”.

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