“VOGLIAMO LA BANDA LARGA”: E’ LA VOLONTÀ DEGLI IMPRENDITORI EMERSA DAL QUESTIONARIO CNA REGGIO


REGGIO EMILIA 5 LUGLIO La banda larga? Un’infrastruttura tecnologica strategica fondamentale per le imprese al fine di facilitarne l’attività informatizzandola, accorciare le distanze anche con l’Amministrazione Pubblica e privilegiare gli scambi elettronici. E’ quanto emerge dal questionario sottoposto da CNA Reggio Emilia ai suoi Associati, dove il 93% ha giudicato positivamente l’intervento dell’Associazione per sollecitare l’avvio di un progetto provinciale per dotare il territorio di infrastrutture informatiche. I dati saranno commentati e approfonditi domani, giovedì 5 luglio, nel corso di una tavola rotonda intitolata “Voglio la mia banda (larga). Connessioni veloci e internet del futuro, quali benefici per il territorio, quali vantaggi per le imprese” che sarà al centro dell’assemblea annuale di CNA Reggio Emilia realizzata in collaborazione con Unipol Assicurazioni e Alcatel Lucenti Enterprise. Il luogo scelto è fortemente simbolico, il parco Chico Mendez di Reggiolo, comune duramente messo alla prova dallo sciame sismico che ha colpito l’Emilia: l’obiettivo è tenere accesi i riflettori sull’emergenza terremoto e testimoniare ancora una volta la vicinanza dell’Associazione ai cittadini, agli imprenditori e agli amministratori impegnati nella ripartenza.Il ritrovo è fissato per le 18 con il discorso del presidente di CNA Reggio Emilia Tristano Mussini e con il saluto istituzionale del sindaco di Reggiolo Barbara Bernardelli. Alle 18.40 si animerà la tavola rotonda dedicata proprio al tema della banda larga con gli interventi del segretario nazionale di CNA Sergio Silvestrini, della presidente della Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini, del direttore di Lepida Emilia Romagna Gianluca Mazzini, dell’amministratore delegato di Might Media Consulting London Fabrizio Grassi e di Dario Bottazzi dei Laboratori Marconi Spa di Bologna. Le conclusioni sono affidate al direttore generale CNA Fabio Bezzi. E’ gradita la conferma di partecipazione alla segreteria organizzativa, rif. Daniela Nasi, tel. 0522-356380, mail daniela.nasi@cnare.it I risultati del questionario. Sono 488 le imprese intervistate, di cui 151 del solo settore metalmeccanico. La stragrande maggioranza, 353 imprese, hanno da 0 a 5 dipendenti, 74 da 5 a 10 dipendenti, 46 da 10 a 25 e 11 da 25 a 50. Per 311 imprese il raggio d’azione è locale, tra provincia e regione, per 108 locale e nazionale e solo per 69 nazionale e internazionale. Alla domanda, “fino ad oggi cosa ha significato innovazione tecnologica nella sua azienda”, il 59% ha risposto sostituzione periodica di hardware e software, il 44% sostituzione periodica delle macchine di produzione, il 35% formazione del personale e il 31% adeguamento dell’infrastruttura tecnologica. La carenza più forte nell’attività dell’azienda per il 46% è rappresentata dalle debolezze delle linee dati e connessioni generali in genere, seguita a ruota della scarsa informazione sulle opportunità tecnologiche e digitali. Per 130 dei 488 intervistati poi da migliorare sono i collegamenti viari e stradali in genere, come insufficiente è il collegamento con le imprese di settore. Per il 66% poi evoluzione digitale significa un’attività online più sviluppata e multimediale, a partire dal sito web, per il 51% una rete intranet più veloce ed efficiente, per il 36% la capacità di archiviare informazioni e dati su supporti digitali e per il 21% sviluppo di business attraverso attività business to consumer. Al quesito “La banda larga a suo parere è” la maggior parte degli imprenditori ha risposto un’infrastruttura tecnologica strategica e fondamentale per le imprese, seguiti a ruota dai 233 colleghi che pensano che sia un adeguamento della tecnologia alle nuove esigenze di business. Soltanto 105 intervistati la definiscono un’infrastruttura tecnologica importante ma non decisiva per le imprese, mentre in 98 la catalogano come uno dei tanti investimenti pubblici e/o privati utili alle imprese. C’è perfetta parità di risposte poi alla domanda “In base alle sue conoscenze e/o esperienze, la banda larga può servire a”: 333 imprenditori hanno risposto facilitare l’attività di imprese le cui unità operative sono dislocate in varie aree del territorio (o del mondo) ma che possono comunicare tra loro in tempo reale annullando di fatto qualsiasi distanza geografica, e 333 imprese hanno detto eliminare, o almeno ridurre, gli scambi di informazioni cartacee sostituendoli con scambi elettronici. In 188 pensano che serva a realizzare spazi informativi comuni tra le imprese per la condivisione di servizi informatici riducendo quindi costi e oneri (economie di scala) e in 62 ad applicare il concetto di outsourcing dei servizi informatici (Asp, Applicatio Service Provisoning) delocalizzando in apposite server farm gli elaboratori che ospitano i sistemi informativi dell’impresa.Interessante anche l’ultimo spunto offerto dal questionario, che svela che tutti gli imprenditori ritengono che la banda larga possa contribuire a migliorare il rapporto con la Pubblica Amministrazione perché rende più snelli e fluidi gli scambi di informazioni (78%), perché evita molte spese legate a viaggi, trasferimenti e attese (61%) e perché ogni relazione resta tracciata e documentata (45%). OGGI QUESTI DATI saranno al centro dell’assemblea annuale CNA nella tensostruttura del parco Mendez di Reggiolo.

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