confcooperative reggio ha celebrato la giornata internazionale della cooperazione


reggio emilia 5 luglio Sabato scorso a Reggio Emilia si sono alternati in sette al tavolo dei relatori, e i giovani sono così divenuti protagonisti della manifestazione promossa da Confcooperative in occasione della Giornata internazionale della cooperazione proclamata dall’ONU.Una edizione, quella del 2011, che l’Alleanza Cooperativa Internazionale ha dedicato proprio ai giovani, lanciando un appello – nell’”Anno della gioventù” – che la centrale cooperativa reggiana ha raccolto proponendo le esperienze, le testimonianze, ma anche le proposte e gli impegni lanciati da quei giovani imprenditori cooperativi che, nel sistema associato a Confcooperative, rappresentano il 18% degli amministratori (307 presenze nei Consigli di amministrazione con 32 presidenze, 50 vicepresidente e 14 posizioni di amministratore unico) e il 16% dei soci (7.230 presenze).In primo piano il futuro dei giovani legato alla cooperazione, inserito in un contesto economico e sociale reggiano – presentato dai giovani ricercatori Francesca Mattioli e Matteo Rinaldini (Università di Modena e Reggio Emilia, Osservatorio economico della Camera di commercio) – che presenta un miglioramento nell’export (+ 14% nel 2010 sul 2009, ma ancora al di sotto dei dati 2007 per il 10%, corrispondente a 782 milioni in meno), ma è ancora in calo per l’occupazione, con 2.035 disoccupati in più (in totale 23.599, con un tasso di disoccupazione al 5,4%), 4.786 lavoratori iscritti in mobilità (+22,2%) e un tasso d’occupazione (67,1%) per la prima volta al di sotto della media regionale).Le migliori risposte sul versante occupazionale sono venute proprio dalla cooperazione, che ha mantenuto i suoi livelli e ha registrato lievi incrementi in alcuni settori, ma anche qui non mancano le nubi sul futuro, soprattutto per quel che riguarda la cooperazione sociale e, in particolare, quella impegnata nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.In questo scenario quale futuro può dunque contribuire a creare la cooperazione per i giovani?A rispondere dopo l’introduzione del presidente di Confcooperative, Giuseppe Alai, e stimolati dalle domande di Lara Montanari di Creativ – quattro imprenditori cooperativi: Anna Piacentini di People 3.0 (consulenze aziendali), Francesco Gregori di Multitraccia (applicativi software), Matteo Iori di Libera-Mente e Associazione Papa Giovanni XXIII (sociale, inserimenti lavorativi) e Davide Frascari, presidente della Cantina sociale di Aceto.Il legame tra giovani e cooperazione cresce – hanno sottolineato – ma si può fare di più, partendo innanzitutto da una più forte azione di educazione alla cultura della cooperazione e ai suoi valori (la corresponsabilità solidale, la capacità di rischio e di iniziativa, la mutualità tra i soci), dal rafforzamento del legame tra soci e lavoratori, dalla promozione di una cultura del lavoro fondata sull’assunzione di responsabilità di intrapresa, dall’offerta di letture dei cambiamenti che non generino semplici adattamenti ma nuove proposte d’impresa e di servizi e, ancora, più forti stimoli all’aggregazione imprenditoriale e all’integrazione, superando una frammentazione delle esperienze produttive e di servizio che in diversi comparti non è una ricchezza ma un limite.

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