re 5/7/2’11 Confagricoltura di Reggio Emilia punta sull’export / assemblea annuale


reggio emilia 5 luglio Pensare all’agricoltura in termini d’impresa, puntare sull’export, sulla sinergia tra le imprese sul territorio e il lancio di un “Laboratorio” Reggio capace di parlare al mondo e di promuovere i prodotti e le eccellenze. Sono solo alcune delle proposte uscite dall’assemblea annuale della Confagricoltura di Reggio Emilia alla quale ha partecipato un’attenta platea di agricoltori e che ha visto come relatori il presidente provinciale Lorenzo Melioli, il presidente nazionale recentemente eletto e per la prima volta in terra reggiana, Mario Guidi oltre al presidente regionale Gugliemo Garagnani. Tutta la dirigenza dell’Associazione, tra le più antiche e che vanta 100 anni di storia, si è confrontata con la politica: in sala l’on. Angelo Alessandri della Lega Nord, la Sen. Leana Pignedoli del Pd, l’on. Maino Marchi del Pd, il consigliere regionale del Pdl Fabio Filippi e l’assessore provinciale all’Ambiente Mirko Tutino, anche in rappresentanza dell’assessore all’Agricoltura Roberta Rivi. Presenti anche i presidenti delle altre maggiori associazioni agricole e imprenditoriali reggiane.In tre ore di intenso dibattito si sono analizzate le problematiche di un settore che negli ultimi dieci anni ha visto tutti gli indicatori in picchiata. Tranne il Parmigiano Reggiano, premiato dal calo produttivo degli scorsi anni, dal 2001 al 2011 si sono persi 7.300 ettari di terreno (-7%) e il 21% del patrimonio zootecnico. Solo il progresso tecnico, genetico ed agronomico hanno permesso di limitare i danni. Ma oggi serve una visione diversa e nuova del settore che ancora rappresenta una scommessa che si può e si deve vincere. Ne è convinto il presidente provinciale Lorenzo Melioli che nella sua puntuale relazione non solo ha illustrato le criticità ma ha offerto una serie di stimoli. “Serve maggiore programmazione produttiva – ha spiegato Melioli – dobbiamo mettere il mercato al centro dei nostri ragionamenti. Per crescere dobbiamo sviluppare l’export perché il mercato interno é saturo anzi in calo e l’esportazione è l’unica possibilità di crescita che abbiamo. Basta campanilismi e scelte egoistiche, le aziende devono fare sistema e unirsi sviluppando accordi di filiera e strategie commerciali per rendere la nostra agricoltura “a km 10.000”, simbolicamente la distanza tra Reggio e Hong Kong”.Sul settore dei suini, Melioli ha ribadito la necessità di un Piano nazionale e un accordo quadro tra allevatori e trasformatori.Nell’ottica di un modo diverso di fare agricoltura, rientra anche il dibattito sulle energie rinnovabili che deve vedere il mondo agricolo impegnato ad abbandonare un certo atteggiamento di chiusura e rinunciatario per non perdere le prospettive di futuro sviluppo. Mentre la politica, sia di governo che di opposizione dal tavolo dell’Ente Fiera, si è detta pronta ad ascoltare il settore e a lavorare per rimettere l’agricoltura al centro, è stata la volta dei saluti particolarmente significativi. Dalla presidente dell’Anga, i giovani della Confagricoltura, Sara Zanni, al presidente del consorzio dei vini reggiani Davide Frascari, la presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna (che ha auspicato la costituzione di una consulta nazionale dedicata alle imprenditrici) Marina Di Muzio e Graziano Salsi, presidente della sezione reggiana del Consorzio del Parmigiano Reggiano. In sala anche la presidente nazionale di Assica, l’imprenditrice Lisa Ferrarini. Ha puntato sull’unione “progettuale” il presidente regionale Garagnani che a proposito di un tema particolarmente caro agli imprenditori, quello del credito e dell’accesso ai finanziamenti, ha annunciato il debutto e la piena operatività da settembre di “Credito Fertile”,un progetto – ha specificato – di mediazione creditizia che vogliamo espandere sul territorio”.Le conclusioni sono state affidate al Presidente nazionale Guidi che dopo essersi complimentato per l’alto valore in termini di contenuti, dell’assise reggiana ha conferito un respiro internazionale alla discussione “Sono reduce – ha spiegato- da un incontro a Parigi tra 500 rappresentanti di 120 paesi che si sono interrogati sul futuro dell’agricoltura per la quale si stima una crescita del 70% in virtù dell’aumento della popolazione e della richiesta di prodotti. Quindi, senza nascondere il difficile momento, il settore è sicuramente un business di successo. Ci sarà sempre bisogno di agricoltura ma l’Italia deve fare un passo avanti se la sua produzione registra un -3,5% mentre in Europa è +12%. La politica non deve darci assistenza- ha proseguito Guidi- ma liberarci da obblighi che non hanno più senso. L’ambiente non può essere un’opportunità per tutti e diventare un vincolo solo per l’agricoltura. Meno burocrazia per rilanciare un settore che può avere molto prospettive e molte declinazioni e in cui i giovani possono trovare un futuro personale e professionale”.

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