UNIPEG CHIUDE UN BUON 2010


REGGIO EMILIA 5 MAGGIO – Fabrizio Guidetti, Presidente di UNIPEG, e Ivano Lugli, Vice-presidente, hanno presentato questa mattina alla Stampa il bilancio di esercizio 2010 di UNIPEG, cooperativa di macellazione, lavorazione e commercializzazione carni bovine fresche, leader nazionale nel settore della macellazione di bovini pregiati e nella commercializzazione delle carni bovine allevate in Italia verso la GDO e il Dettaglio Tradizionale. L’Assemblea generale dei Soci si terrà sabato 7 maggio a Mantova. L’azienda ha chiuso il 2010 con 270.694 capi macellati, in lieve flessione rispetto al 2009 (-2,2%), 113.624 tons di prodotto processato (+0,7% sul 2009) e 386,205 milioni di euro di fatturato, al netto di contributi promozionali e prestazioni rese a terzi; il risultato d’esercizio è stato positivo per circa 1,663 milioni di euro, dopo aver spesato ai soci una quota dei maggiori costi sostenuti per alimentare il bestiame nel rispetto dei capitolati di filiera sottoscritti con alcuni grandi clienti e con importanti catene della GDO, e aver distribuito un ristorno sui conferimenti pari a euro 1.074.274.“Nel 2010 la nostra Cooperativa – ha spiegato il Presidente di UNIPEG, Fabrizio Guidetti – pur operando in un contesto di tensione per tutto il comparto agroalimentare, e in una dinamica di consumi sicuramente non brillante, ha generato un risultato caratteristico positivo. Per valutare adeguatamente la situazione del comparto, e i risultati raggiunti, occorre però fare alcune considerazioni aggiuntive sull’andamento della gestione per i diversi anelli della filiera. Sul fronte dell’allevamento, nel 2010 i produttori hanno scontato una leggera riduzione dei prezzi di vendita; una riduzione che, per quanto riguarda i nostri soci, è stata in parte contenuta dalla politica dei prezzi che da diversi anni Unipeg pratica per sostenere lo sforzo economico che alcune filiere richiedono all’allevatore per l’alimentazione degli animali, trasferendo sul prezzo di acquisto riconosciuto ai soci quei valori che contrattualmente recupera nella vendita ai clienti del prodotto realizzato in applicazione dei capitali stessi. Ma, a parte ciò, il bilancio delle aziende agricole è ancora in equilibrio grazie all’intero utilizzo delle integrazioni di reddito previste dalla riforma Pac: se non ci fossero, il produttore avrebbe bisogno di un aumento di prezzo di circa un 12/13% per raggiungere il punto di pareggio.Dal canto suo, l’attività di trasformazione e commercializzazione delle carni trova un sostanziale equilibrio grazie alla forte valorizzazione del 5/4: nel 2010 tutti i prodotti riconducibili ai mercati mondiali (ma non nazionali, purtroppo) hanno avuto una straordinaria ripresa, evidente segnale delle diverse velocità a cui corrono le economie mondiali. Se però guardiamo ai risultati della “gestione carne” percepiamo subito segnali di tensione nei rapporti con i nostri clienti, dovuti alla comprensibile difficoltà, da parte della Distribuzione, di mantenere i volumi di vendita necessari a garantire le marginalità indispensabili per coprire i costi di gestione.Se questo quadro della situazione è oggettivo e condivisibile abbiamo l’obbligo, non solo come Cooperativa ma come settore e come filiera, di definire con chiarezza quali sono i prossimi passi da compiere, e come investire oggi nelle nostre aziende per cogliere le opportunità e limitare le criticità dei mercati e della competizione.”Rientra in questo approccio strategico la messa a punCATELLANI to, da parte di Unipeg, di una nuova politica di brand, tesa a valorizzare la distintività delle sue carni di filiera: “Carni Asso”, nome storico per la macellazione cooperativa, firmerà – rendendolo distinguibile gli occhi del consumatore – il prodotto realizzato dalla Filiera di Allevatori Italiani Unipeg. Un prodotto sinonimo non solo di salubrità ed elevati standard qualitativi, ma di tutti quei valori che stanno dietro alla filiera Unipeg: territori vocati alla zootecnia, allevatori qualificati, tecnologie e “saper fare”, materie prime selezionate, controlli lungo tutto il processo, attenzione all’ambiente e alla sua salvaguardia. “Carni Asso” firmerà la linea di prodotti di filiera destinata alle macellerie tradizionali e alla piccola distribuzione organizzata. Rapporto SocialeNel 2010 i capi conferiti dai soci sono stati 189.290, pari al 70% del totale macellato. Queste percentuali salgono sensibilmente se si considera il conferimento di “animali nobili” (vitelloni 77,3% su totale macellato, scottone 76,3%, vitelli 78,1%), a dimostrazione che il servizio al dettaglio tradizionale e alla GDO è fatto con carni che provengono prevalentemente dai soci di UNIPEG. Per quanto riguarda la provenienza territoriale dei conferimenti, l’Emilia-Romagna ha conferito, in numero di capi, il 13,7% circa del totale, la Lombardia il 49,7% ca, il Veneto il 33,4% e altre regioni – in particolare Piemonte e Trentino – il restante 3,2%.“UNIPEG – ha aggiunto il Vice-presidente Ivano Lugli – è un’impresa cooperativa con un’importante base sociale (1.106 soci di cui 970 ordinari e 136 sovventori) un solido impianto patrimoniale, ed efficienti strutture di produzione. Ma se vogliamo raggiungere quegli obiettivi che costituiscono il fondamento della nostra attività quotidiana, ossia la valorizzazione del prodotto dei soci, il rafforzamento della solidità patrimoniale della cooperativa, l’ affidabilità nei confronti di tutti i nostri stakeholder e la qualità nel servizio ai clienti e ai consumatori, dobbiamo essere capaci di attivare nuovi ed efficaci piani strategici. Piani che si sviluppino lungo direttive che abbiamo ben chiare da tempo, e che ribadiamo nuovamente oggi: sviluppo di piattaforme di commercializzazione e servizio su tutto il territorio nazionale, creazione di partnership nel settore dell’innovazione di prodotto, promozione di aggregazioni ed alleanze industriali e commerciali, realizzazione di progetti di integrazione della filiera delle carni bovine. Il tutto con un sempre più incisivo ed efficace coinvolgimento dei soci nelle politiche e nelle strategie aziendali.”UNIPEG conta oggi 2 stabilimenti di produzione, quasi 300 dipendenti e complessivamente 600 persone occupate, e offre una gamma completa di prodotti: carni in osso, disossate, carni porzionate e confezionate, carni per la trasformazione industriale.

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