IREN: FONDO IMMOBILIARE E VIERO DICE: “LA MAXI UTILITY CON HERA E A 2A PUO’ AVERE UN SENSO”


REGGIO EMILIA 5 APRILE Per cercare di ridurre il proprio indebitamento, nel corso del 2012, Iren ha pianificato di dismettere asset che consentiranno all’utility controllata dai comuni di Genova e Torino di “ricavare circa 300 milioni di euro”.Lo ha affermato il d.g. della societa’, Andrea Viero, durante una conference call di commento ai risultati dell’esercizio 2011, precisando che l’azienda non ha in programma di “avviare alcun aumento di capitale”.Nello specifico, il top manager vicentino ha spiegato che “siamo concetrati prima di tutto sul conferimento della rete idrica di Parma a San Giacomo”, societa’ che e’ controllata al 60% da Iren e per il restante 40% dal fondo F2i di Vito Gamberale. Aiutera’ poi a fare cassa una “dismissione sul fronte tlc”, che dovrebbe riguardare circa 2.000 km di rete stesa soprattutto in Emilia e destinata a portare nelle casse di Iren una cifra vicina a 30 milioni di euro. “Ci sono gia’ diverse offerte”, ha assicurato Viero, “che porteranno a un closing gia’ nelle prossime settimane”.”Abbiamo poi in programma una cospicua dismissione di patrimonio immobiliare”, ha affermato ancora il d.g., alludendo a un fondo di real estate di prossima istituzione, in cui l’utility conferira’ asset direzionali per un controvalore che non e’ stato tuttavia quantificato. “Contiamo di ricavarne un importante beneficio di cassa, certamente superiore a 100 milioni di euro, oltre a un’importante plusvalenza da contabilizzare”.Queste dismissioni, come detto, sono funzionali alla riduzione del debito, che nel corso dell’ultimo esercizio ha visto il costo medio salire “dal 2,73% all’attuale 3,36%”, ha precisato il Cfo massimo Levrino. “Ci siamo lasciati alle spalle un annus horribilis ma siamo comunque riusciti a mantenere il profilo del debito a un livello assolutamente interessante”, ha inoltre precisato Viero, aggiungendo che nel corso del 2012 l’azienda si aspetta di “incrementare il costo medio del debito di ulteriori 100 punti base”, portandolo quindi attorno a 3,4%.Complessivamente, nel 2012 andranno a scadenza 490 milioni di euro e ulteriori 310 andranno rinegoziati nel 2013. “Nel 2012 otterremo pero’ 340 milioni di finanziamenti Bei a 15 anni, a cui si aggiungeranno ulteriori 100 milioni di altri finanziamenti”, ha chiarito Levrino. Sommando i 300 milioni che Iren conta di recuperare dalle dismissioni, resterebbero fuori circa 50-60 milioni di euro da rifinanziare, per i quali al momento la societa’ non ha ancora reperito risorse. “Non abbiamo alcuna difficolta’ a dire che otterremo anche questa cifra con ulteriori finanziamenti, senza alcun problema”, ha concluso levrino.”Il big bang, cioe’ la fusione a tre tra A2A, Iren e Hera, e’ un’idea suggestiva che puo’ avere senso”.Lo ha affermato il d.g. di Iren, Andrea Viero, durante una conference call di commento ai risultati d’esercizio 2011 riportati dall’utility.La creazione di una ‘super Edipower’, idea la cui genesi viene attribuita all’ex presidente di A2A Giuliano Zuccoli e al Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha avuto in effetti un ruolo fondamentale nel riassetto Edison, che ha permesso ai soci italiani – in cambio del via libera su Foro Buonaparte – di assumere il controllo dell’ex genco.”L’attuale situazione dei mercati e le rispettive posizioni delle nostre aziende”, ha pero’ sottolineato Viero, “suggeriscono che ora e’ tempo di lascia posare le polveri. Si tatta pero’ di valutazioni che andranno approfondite. Sara’ opportuno, in futuro, iniziare ad analizzare questi temi”.Circa l’attuale perimetro di Edipower, Viero ha infine spiegato che “a partire dal 2013 potrebbe imboccare un percorso importante di efficientamento. Credo che ci sia anche spazio per una razionalizzazione degli asset, anche se per adesso il discorso e’ prematuro”.

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