Reggio Emilia Fiere, il piano per il rilancio


REGGIO EMILIA 5 NOVEMBRE Reggio Emilia Fiere ha intrapreso un percorso di rilancio che passa attraverso un piano di ristrutturazione e di risanamento aziendale per recuperare il corretto equilibrio finanziario messo a dura prova nel periodo post fusione tra Sofiser e Siper.In data odierna la società ha provveduto a depositare presso il Tribunale di Reggio Emilia un ricorso teso ad eliminare – almeno temporaneamente – la possibilità che i creditori sociali possano intraprendere azioni esecutive o cautelari sul suo patrimonio (rif. normativo art. 161, comma 6, L.F.).Tale richiesta si è resa necessaria in particolare per proteggere e segregare il patrimonio della società da iniziative di taluni fornitori i cui crediti sono oggi scaduti e preservare, almeno in questo delicato momento, la par condicio.La società, a causa della crisi sia del settore immobiliare che del settore fieristico, presenta infatti un importate patrimonio costituito da immobili che tuttavia, non essendo liquido, non permette il pagamento immediato dei fornitori scaduti. In una parola, la società è ben patrimonializzata ma illiquida.Per questo motivo è stato dato mandato all’Avv. Giorgio Barbieri (Sutich Barbieri Sutich) ed al dott. Alberto Peroni (PPI & Partners) di predisporre un piano di risanamento ed individuare ed intraprendere le più opportune iniziative che permettano di risanare e riequilibrare finanziariamente la società.Il piano predisposto è già stato presentato agli istituti di credito e si confida di poter perfezionare un accordo con gli stessi entro i termini che fisserà il Tribunale.Il Tribunale, infatti, a seguito della domanda presentata fisserà un termine (che ci si augura possa essere di 120 gg.) per consentire di definire le trattative con le banche senza il timore di aggressioni sul patrimonio.Nel corso di questo periodo la società continuerà l’attività. Il pagamento delle forniture di beni e servizi che verranno effettuate dai fornitori sarà garantito al 100% in forza della natura prededucibile dei relativi crediti. Anche questa è una maggior garanzia per la società, per i suoi fornitori e per la continuazione della sua attività.Una volta completato l’accordo con gli istituti di credito (ai quali sarà richiesta l’immissione di nuova finanza e il riscadenziamento dei loro crediti) si procederà, nei termini di legge, al pagamento dei debiti scaduti nei confronti dei soggetti che non aderiscano agli accordi che la Società si propone di concludere in breve tempo.Resta il fatto che – giova sottolinearlo – alla data odierna, comunque, il pagamento di tutti i creditori non è in dubbio.Le finalità del piano di risanamento, in sintesi, sono fondamentalmente tre: consolidamento e rinegoziazione del debito in essere; acquisizione di nuova finanza; riorganizzazione e rilancio aziendale.Gli interventi, per quanto riguarda la parte immobiliare, saranno mirati al completamento delle opere già in corso nei comparti di Cavriago (zona industriale di Corte Tegge), zona industriale di Fora di Cavola e area di Mancasale (extra quartiere fieristico).Per quanto riguarda invece l’attività fieristica, si è intenzionati a garantire la continuità dell’attività già in essere e di realizzare (in prima persona o ospitando iniziative di terzi) nuove manifestazioni. Per quanto riguarda gli eventi di proprietà diretta di Reggio Emilia Fiere, a breve si terrà la prossima edizione di Immagina, mostra mercato di arte moderna e contemporanea, in collaborazione con Romagna Fiere. A seguire (Febbraio 2013), tornerà Ecocasa-Abitare Mediterraneo. Soprattutto, ad Aprile 2013 tornerà la Rassegna Suinicola Internazionale, vera punta di diamante del calendario fieristico reggiano.Intenzione del management e dei soci, ospitando anche manifestazioni organizzate da terzi, è quella di rendere il quartiere fieristico ancora più efficace come strumento di politica economica in mano alla città. Infine, il piano di rilancio permetterà a Reggio Emilia Fiere di valutare in futuro, nel migliore dei modi, collaborazioni e sinergie con altri quartieri fieristici, non necessariamente confinanti, grazie anche ad appuntamenti (Expo 2015) e infrastrutture (Calatrava, la fermata medio padana della Tav, la nuova area Nord) che possono offrire opportunità da cogliere.

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