RE 323/3/2011 CONFARTIGIANATO REGGIO SU BANCHE E IMPRESE


REGGIO EMILIA 23 MARZO Il delicato rapporto tra banche e imprese in merito all’erogazione del credito è l’argomento del convegno promosso da Confartigianato Imprese Reggio Emilia, venerdì 25 marzo alle 16:30 presso l’Aula “Pietro Manodori” dell’Università di Modena e Reggio (viale Allegri, Reggio Emilia). “Avviamo la ripresa: credito e sviluppo del territorio” è il titolo programmatico della giornata di confronto.”L’avvento di Basilea III, che richiede alle banche maggiore patrimonio di vigilanza, e la crisi finanziaria ancora irrisolta, continuano a creare tensioni” spiega Mauro Garlassi, Segretario provinciale Confartigianato. “E’ come se banche e imprese parlassero due diverse lingue, che rendono difficile a ciascuno comprendere le ragioni dell’altro. Le banche continuano a ripetere che la piccola impresa deve patrimonializzarsi maggiormente e le imprese, dissanguate dal mercato difficile, dagli insoluti e da una tassazione sproporzionata, si sentono prese in giro da richieste che appaiono ingiustificate”.Che fare allora? Prosegue Garlassi: “Poiché non abbiamo rinunciato ad essere al fianco delle nostre piccole e medie imprese, che dal dopoguerra ad oggi hanno creato non solo benessere al nostro territorio, ma hanno anche contribuito a “fare” i bilanci delle banche, desideriamo fare il punto sulla situazione per riallacciare un dialogo non necessariamente conflittuale”.Al convegno interverranno Giuseppe Alai (Presidente Banca Reggiana), Antonio Rosingoli (Direttore RE Banca Popolare dell’Emila Romagna), Massimo Morselli (Direttore Area RE Unicredit) e Domenico Menozzi (Direttore Unifidi Emilia Romagna). La giornata sarà moderata dal giornalista de Il Sole 24 Ore Centro Nord, Giorgio Costa e introdotta dal Presidente provinciale di Confartigianato Rodolfo Manotti.Ed è proprio il Presidente Manotti a chiarire la posizione degli imprenditori in questa partita: “Dalle banche vorremmo maggiore flessibilità. Come ha efficacemente dichiarato anche il nostro Presidente nazionale, non si può governare il credito con gli algoritmi: l’abbandono degli automatismi, in un senso o nell’altro, e una reale evoluzione della cultura del credito, capace di capire i problemi del territorio e sostenere lo sviluppo, è quello che auspichiamo”.

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