CONFAPI PMI lancia da REGGIO una proposta al MINISTRO FRATTINI


REGGIO EMILIA 28 APRILE In vista dell’arrivo nella nostra città del Ministro degli Affari Esteri on. Franco Frattini, prevista venerdì 29 aprile alle ore 18,30 all’Hotel Posta, per l’incontro sul tema: “Crisi libica e flussi migratori. La politica estera italiana nel Mediterraneo” la Presidente di Confapi pmi Reggio Emilia Cristina Carbognani intende sottoporre un’ ipotesi di lavoro sul tema dei flussi migratori. La Presidente di Confapi conosce molto bene la realtà tunisina, in cui opera dal 2006 con uno stabilimento sito a Menzel Bouzelfa, una città del nord est della Tunisia, nella regione di Nabeul, in cui produce rivestimenti in pelle per auto e dove lavorano attualmente 210 persone. Carbognani spiega: “Il flusso di immigrati che proviene dal Nordafrica sta mettendo in difficoltà la nostra capacità di accoglienza, in un momento dove la ripresa non è ancora forte e diffusa. Possiamo quotidianamente apprendere dai media come la situazione stia creando tensioni nel Governo e nei rapporti con gli altri stati UE. Servono dunque soluzioni urgenti e diverse rispetto a quelle sino ad ora prospettate: sono convinta che gli imprenditori possano giocare un ruolo chiave nell’attuale emergenza, e ne auspico un loro coinvolgimento diretto.Vivendo in prima persona la realtà imprenditoriale della Tunisia, ritengo che una strada percorribile per contenere l’immigrazione da questa area del Mondo sia quella di operare direttamente nei loro territori d’origine, non fornendo sussistenza o regalie, ma investendo insieme a coloro che già operano in quei territori.Ritengo inutilmente dispendioso fornire, come indicato da più parti, aiuti e contributi a vario titolo, poiché si rischia di sostentare governi che stanno ancora ultimando il percorso verso la democrazia, non garantiscono sufficiente stabilità e durata, e potrebbero anche sottrarsi all’impegno di far ricadere sulla popolazione locale i benefici acquisiti attraverso gli aiuti.In Tunisia, la realtà che meglio conosco dell’area nordafricana, i 750 operatori italiani che da anni sono presenti in loco con varie iniziative danno lavoro a circa 55 mila dipendenti, oltre ad un indotto che ne impiega un numero ancora maggiore. In accordo con le autorità locali, la promozione di incentivi fiscali e contributi a questi imprenditori, che già da tempo garantiscono l’occupazione e il benessere di migliaia di famiglie, potrebbe essere una soluzione percorribile.A fronte dell’impegno del mondo dell’impresa italiana a mantenere l’occupazione per un periodo medio-lungo nei paesi di origine, si avrebbe così una duplice ricaduta positiva: in primis si eviterebbero le fughe di massa dal Nordafrica e, al contempo, si attiverebbe un volano di sviluppo in grado di favorire la ripresa delle nostre aziende in Italia.L’aumento dei fatturati porterebbe finalmente linfa vitale per nuovi investimenti e benefici anche per gli stabilimenti italiani, oltre ad un maggior gettito fiscale per lo Stato Italiano. In un momento come quello attuale, in cui le risorse sono contingentate, diventa basilare che queste vengano indirizzate e utilizzate nel modo più funzionale e mirato possibile. E’ pertanto mia intenzione farmi portavoce con il Ministro Franco Frattini, in occasione del suo arrivo a Reggio Emilia, della sensibilità del mondo dell’impresa verso le tematiche dei flussi migratori, e la disponibilità degli imprenditori a contribuire all’individuazione di nuove strategie di gestione dell’emergenza e di soluzioni durature per lo sviluppo delle imprese italiane, dalle piccole e medie a quelle di maggiori dimensioni.

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