IL PROGETTO “FA.RE” DI CENTRO SERVIZI PMI ARRIVA ANCHE A REGGIO EMILIA


reggio emilia 28 febbraio Quanto conta la coesione sociale in azienda? Moltissimo. Ad affermarlo è Cinzia Rubertelli, Presidente di Centro Servizi PMI e Amministratore Delegato dell’Azienda Prati Group di Bosco di Scandiano. “La multiculturalità in impresa – precisa la Rubertelli – può essere un notevole vantaggio competitivo se gestita con un approccio proattivo, innovativo e sfidante come quello proposto dal progetto FA.RE. Investire tramite la formazione in un ruolo nuovo, in divenire, come quello del Facilitatore delle relazioni transculturali in azienda rappresenterà un punto di forza per le imprese che avranno l’intuizione e il coraggio di istituirla nei loro ambienti di lavoro”.La conferma arriva anche da Stefano Damiani, titolare del Colorificio Damiani di Montecchio, che ha recentemente deciso di aderire al progetto FA.RE. di Centro Servizi PMI per formare due lavoratori stranieri al ruolo di “Facilitatore delle relazioni transculturali in impresa multietnica”.“Ho deciso di partecipare a questa iniziativa propostami da Centro Servizi PMI – dichiara Damiani – per la situazione che si è venuta a creare all’interno della nostra azienda, pur se di piccole dimensioni, nell’intento di eliminare le divisioni che spesso si generano tra lavoratori italiani e di altre nazioni causando problemi e negatività per l’azienda sotto il profilo produttivo e di clima aziendale; con questo corso – continua Damiani – e, in particolare, con l’istituzione di due Facilitatori, puntiamo a creare le condizioni di integrazione e a migliorare le relazioni interne”.Il Facilitatore delle relazioni transculturali è una figura “ponte”, un lavoratore già occupato in azienda che, senza alcuna interferenza nella struttura gerarchica e organizzativa già esistente, facilita le relazioni per il superamento di incomprensioni culturali e disagi che emergono nei rapporti interpersonali, facilita la comunicazione laddove le capacità comunicative diventano essenziali per la connessione tra realtà diverse e il padroneggiamento del linguaggio tecnico lavorativo di riferimento.Il corso citato da Damiani è la parte finale del progetto europeo Leonardo Trasferimento d’Innovazione “FA.RE” di cui Centro Servizi PMI è capofila e che ha ottenuto il finanziamento della Comunità Europea per l’importanza riconosciuta, in questo momento socio-economico caratterizzato da una crescente multiculturalità delle imprese manifatturiere, alla sperimentazione in azienda di un ruolo volto a migliorare le relazioni tra lavoratori italiani e stranieri e stranieri di etnie diverse.Per arrivare a formare i Facilitatori è stato prima di tutto necessario intervistare le aziende e rilevare le aspettative di titolari, portatori di interesse e lavoratori (sia stranieri che autoctoni) in merito alle specifiche caratteristiche che il Facilitatore, a loro avviso, dovrà avere per agire concretamente il proprio ruolo a favore di una reale integrazione professionale multietnica sul luogo di lavoro.Sono tre le aziende reggiane, tra cui il Colorificio Damiani, che hanno avviato nei giorni scorsi alla formazione nel complesso 4 lavoratori (sia italiani sia stranieri). Le altre aziende che hanno aderito all’iniziativa sono la Pommier Furgocar di Roncocesi e la Elitegomma di Reggio Emilia. La formazione è stata affidata allo staff di Mondinsieme, Fondazione istituita dal Comune di Reggio Emilia nel 2001 con l’obiettivo di operare sui processi culturali dell’integrazione, lavorando sia con gli italiani sia con gli stranieri per favorire la coesione e la partecipazione sociale.Gli altri sostenitori a livello locale del progetto sono l’Assessorato alla Coesione e Sicurezza Sociale del Comune di Reggio Emilia, il Centro Informazione Immigrati del Comune di Reggio Emilia, il Centro per l’Impiego di Reggio Emilia, il CTP di Cavriago, l’Associazione dei cittadini del Burkina Faso.Dichiara l’Assessore alla Coesione e alla Sicurezza Sociale del Comune di Reggio Emilia Franco Corradini: “La presenza di lavoratori stranieri nella nostra città è decisamente rilevante e siamo impegnati al fine di evitare discriminazioni e sfruttamento della manodopera immigrata. Il progetto FA.RE. è un’azione concreta, una buona prassi nella direzione di valorizzare tale diversità anche all’interno dei luoghi di lavoro. L’obiettivo della città intera è di rendere la diversità culturale un vantaggio competitivo oltre che sociale e ben vengano questi progetti perché aiutano il mondo economico e tutti noi a rafforzare il progetto di Città Interculturale.”

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