LA REGGIANA LISA FERRARINI CONFERMATA PRESIDENTE DI ASSICA


REGGIO EMILIA 27 GIUGNO Lisa Ferrarini è stata confermata per il biennio 2011-2013 presidente di Assica, l’Associazione Industriali delle carni che rappresenta oltre 80% del fatturato industriale della produzione delle carni trasformate (salumi, carni in scatola, grassi suini lavorati) in Italia, pari a 8.254 milioni, di cui 7.928 proviene dai salumi.

L’elezione è avvenuta durante l’assemblea annuale di Assica che si è tenuta alle Fiere di Parma e dove la presidente Ferrarini ha ribadito come obiettivo del suo mandato ridare valore alla filiera. “La nostra filiera è uno dei pilastri del made in Italy alimentare, della cultura alimentare italiana ma negli ultimi anni però l’intera filiera suinicola non produce più valore per nessuno: allevatori, macellatori, trasformatori. E’ arrivato il momento di superare le contrapposizioni e di guardare avanti, uniti”. Da qui l’appello alle istituzioni.

”Con le rappresentanze degli allevatori e le autorità pubbliche abbiamo iniziato un confronto sui sostegni alla filiera – ha concluso Lisa Ferrarini – E’ arrivato il momento che le autorità pubbliche facciano un passo in avanti e mettano in campo in tempi brevi gesti concreti per questa importante filiera nazionale”.

”Purtroppo c’è una forbice che si allarga sempre di più. Mentre le industrie di trasformazione trovano tanto spazio nel mercato globale, con le nostre esportazioni che vanno a gonfie vele da almeno dieci anni, si sta comprimendo il mercato delle materie prime e questo mette in ginocchio i nostri allevatori. Dobbiamo fare uno sforzo tutti assieme. Noi come Governo faremo la nostra parte ma anche i trasformatori, gli industriali devono rendersi conto che sostenere la filiera, a partire dall’allevatore, diventa un ritorno utile per tutto il made in Italy”, ha rimarcato il ministro dell’Agricoltura Saverio Romano. 

”Se pensiamo che il prezzo dei cereali nell’ultimo anno è quasi raddoppiato, comprendiamo perfettamente quale è lo stato dell’arte. Serve un aiuto concreto agli allevatori che rischiano davvero il collasso”.

I CONSUMI – Prosciutto cotto e crudo hanno confermato la loro posizione leader del settore, rappresentando insieme il 52,1% in valore. Il cotto è leader dei consumi con il 25% del mercati, il crudo si ferma al 22%. In crescita significativa anche le quantità prodotte di mortadella, salite a 176mila tonnellate, e dei wurstel, che hanno registrato un aumento del 3,9% sia in quantità (66.400 tonnellate) sia in valore (237 milioni). Sono questi i prodotti più amati dagli italiani dopo il prosciutto e prima del salame (l’8% dei consumi del 2010 con una produzione di 111.500 tonnellate)

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