WELFARE, CONFCOOP PRONTA A COLLABORARE SENZA CHIEDERE “TUTTO A NOI”


REGGIO EMILIA 26 SETTEMBRE “E’ una buona notizia per Reggio”. Così il direttore di Confcooperative, Giovanni Teneggi, commenta la convocazione degli “Stati Generali sul welfare” annunciata dal Sindaco Delrio per il 12 ottobre. “I riflettori – sottolinea Teneggi – sono oggi giustamente accesi sulle politiche nazionali e sul dramma dei tagli alla spesa sociale dei Comuni, ma è a maggior ragione decisivo il far luce anche sui sistemi locali e sulle strategie più urgenti per la salvaguardia di protezione sociale e tutela di cittadini e famiglie, perché se la battaglia verso Roma non fosse supportata da analisi, idee e investimenti precisi sul welfare territoriale dovremmo attendere solo la rovina, quando invece occorre capacità di reazione non solo nelle rivendicazioni, ma anche – ed efficacemente – sulle innovazioni necessarie e che attengono alle responsabilità regionali e delle autonomie locali”.“Le politiche nazionali sono assolutamente distanti dai bisogni, ma dobbiamo prendere atto – osserva il direttore di Confcooperative – anche della crisi di un modello locale di sviluppo e tutela che per lunghissimo tempo ha garantito risorse e assicurato una risposta pubblica e per delega ai bisogni”. “Oggi – prosegue Teneggi – la nostra cooperazione sociale attende di potersi assumere una maggiore responsabilità nella sua piena dignità sociale e imprenditoriale, e lo fa ben consapevole che non sono possibili semplificazioni del tipo “date tutto a noi”, dell’insostenibilità di gestioni in carico al pubblico e dell’urgenza di un’azione del tutto nuova da parte della Regione, che negli ultimi anni ha determinato irrigidimenti che non hanno solo mortificato il ruolo delle cooperative sociali, ma rischiano oggi di riversarsi anche sulle strutture pubbliche con effetti pesantissimi sull’accesso diffuso ai servizi”.“In questo senso – prosegue Teneggi – apprezziamo le parole d’ordine che il Sindaco pone all’attenzione in preparazione di questo appuntamento, ovvero imprese sociali e welfare di comunità. Le leggiamo come un’apertura e una risposta alla necessità stringente che il sistema di protezione sociale, pur governato da funzioni pubbliche, si apra a responsabilità e imprenditorialità più diffuse, partecipabili dai cittadini e dagli operatori, accolga idee e generi opportunità di investimento professionale da parte di chi, come le cooperative sociali, intendono come sociale e pubblico il proprio rischio di impresa e la propria attività”.Questi risultati – osserva il direttore di Confcooperative non si ottengono perpetuando il sistema pubblico o cedendo alle multinazionali della sanità, perché i cardini di ogni servizio e del mercato che riguarda la salute dei cittadini sono rappresentati da sussidiarietà, partecipazione e trasparenza territoriale; e l’impresa sociale deve poter aggiungere e ampliare”.Proprio per questo – conclude Teneggi – dobbiamo uscire dai tentativi di strumentalizzazione – rivisti anche recentemente – del rapporto con la cooperazione sociale solo finalizzato , da parte degli enti locali, a risparmiare sui costi: la cooperazione sociale può essere partner delle autonomie locali anche nel superamento di difficoltà e tensioni finanziarie od organizzative, ma l’apprezzamento per l’iniziativa e le parole del Sindaco Delrio , così come una concreta e immediata disponibilità alla piena collaborazione, nascono dal fatto che finalmente pare aprirsi una vera stagione di progettazione con l’impresa sociale del territorio”.

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