LattEmilia, I soci sono 18 caseifici sociali e privati


reggio emilia 26 giugno Si è svoltal’Assemblea di bilancio della cooperativa LattEmilia, che associa 18 caseifici sociali e privati nelle province di Reggio Emilia e Parma. LattEmilia si è costituita nel 2007 con l’obiettivo di aggregare l’offerta di prodotti e zoo-caseari, in particolare siero di latte e panna, per migliorarne la qualità conservarli, trasformarli, e collocarli sul mercato con una maggiore forza contrattuale.Il siero di latte, in passato trovava la sua collocazione nella filiera produttiva del suino pesante; poi con la riduzione dei suini allevati poteva diventare un costo per lo smaltimento. Da qualche anno sono stati aperti, anche in Italia, nuovi sbocchi di mercato per uso alimentare, farmaceutico, cosmetico. LattEmilia, tra le altre attività, ha realizzato, dopo lunghe ricerche condotte con la collaborazione dell’Università di Bologna e con il contributo del Piano Sviluppo Rurale della Regione Emilia-Romagna, un burro, di sola panna di affioramento, di grande interesse nutrizionale e gastronomico ricco Omega 3 e Omega 6, di CLA e di TFA; questo burro ha un miglior rapporto grassi Saturi/Insaturi e Omega 6/Omega 3.Il presidente di LattEmilia Luigi Tamburini, che è anche responsabile del settore agroalimentare di Legacoop, illustrando ai soci i risultati della cooperativa, ha anche affrontato i temi più generali del settore agroalimentare ed in particolare del lattiero caseario. Il valore della produzione della cooperativa nel 2012 è stato pari a 3.971.347 euro, con un utile di 6.988 euro. Tamburini ha poi sottolineato l’aumentato interesse verso l’attività di LattEmilia, sia nel Reggiano che nel Parmense: dalla costituzione i caseifici soci sono quasi raddoppiati, rappresentando un conferimento del latte proveniente da 450 imprese agricole, oltre ad altri 140 soci produttori di foraggio e soci delle stalle sociali.“L’attività del 2012 – ha spiegato Tamburini – ha visto la prosecuzione dell’attività di commercializzazione delle panne di affioramento e del burro: rispetto all’anno precedente il mercato di questo prodotto ha visto un crollo iniziale delle quotazioni, poi risalite nel corso dell’anno ma sempre a quotazioni inferiori del 20% sull’anno 2011. Segnali positivi invece dal settore del siero di latte raffreddato, che in controtendenza con tutto il mercato lattiero caseario internazionale con quotazioni altalenanti, è rimasto a quotazioni stabili e superiori rispetto l’anno precedente. “Nel 2012 – ha spiegato Tamburini – la polvere ad uso alimentare in Germania, il nostro riferimento per il prodotto conferito dai soci, ha raggiunto un prezzo medio di 1015,5 euro/ton in aumento del 8,8% sull’anno precedente e di circa il 40% rispetto alla media degli ultimi 10 anni. . Il prezzo di riparto 2012 per il siero magro vede così l’aumento medio del 34,8% del valore rispetto l’anno precedente, grazie anche agli investimenti effettuati da LattEmilia”. La cooperativa ha poi commercializzato direttamente anche formaggio Parmigiano Reggiano a gruppi di acquisto solidale o a centri ricreativi aziendali. Con il terremoto è stata attivata in collaborazione con Legacoop un’azione di solidarietà verso una latteria associata danneggiata dal sisma. “Il 2012 – ha proseguito Tamburini – è stato un anno di intensa attività: si è concluso il piano degli investimenti previsti dal progetto di filiera 2009 e che sta portando nelle 23 aziende che hanno partecipato oltre 3.800.000 euro di contributi comunitari a fondo perduto. A fine aprile 2012 sono stati presentati alla Regione Emilia Romagna altri 8 progetti sulla nuova filiera latte per oltre 30 milioni di euro di investimenti. LattEmilia ha presentato una domanda insieme a due latterie e ai loro loro soci per l’acquisto di una macchina per espertizzare con raggi il formaggio; la macchina verrà utilizzata a tariffe agevolate per i soci e che ne richiederanno il servizio”. Tamburini ha poi ricordato il successo del convegno organizzato da LattEmilia per la presentazione del progetto di ricerca del Burro Nobile. “Questo burro – ha sottolineato Tamburini – rientra negli alimenti funzionali e deve mantenere alto anche il livello della certificazione affidata attualmente al Distal dell’Università di Bologna.

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