IL BILANCIO DI CIR FOOD


REGGIO EMILIA 25 MAGGIO Avrà inizio oggi a Milano, con la prima delle 8 Assemblee territoriali dei soci, l’iter di approvazione del bilancio 2011 di CIR food che culminerà sabato 23 giugno 2012 con l’Assemblea Generale dei delegati. CIR food – cooperativa italiana leader nei servizi di ristorazione – archivia un anno decisamente positivo, nonostante il difficile contesto economico. I risultati di bilancioI ricavi hanno registrato un consistente aumento, passando dai 399,5 milioni di euro del 2010 ai 471,4 milioni del 2011 (+18%), principalmente per effetto dell’incorporazione delle società Eudania e SR Bolzano, ma anche grazie alla crescita per linee interne realizzata nel mercato della ristorazione collettiva e commerciale dove CIR food, al netto delle operazioni straordinarie, mostra un incremento del fatturato del 2,4%.La scomposizione per aree d’affari evidenzia che il 72,4% del fatturato (pari a 341,2 milioni di euro) è stato generato nella ristorazione collettiva, il 14,9% (pari a 70,2 milioni €) nella ristorazione commerciale ed il restante 12,7% (pari a 60 milioni €) nel segmento dei buoni pasto.A trainare l’area della ristorazione collettiva è il segmento della ristorazione scolastica, che con 134 milioni di euro di ricavi rappresenta il 28,4% dell’intero giro d’affari della cooperativa, seguito dalla ristorazione socio-sanitaria con 75 milioni di euro (16%). Complessivamente, CIR food nel 2011 ha prodotto e distribuito 75,7 milioni di pasti tra scuole, ospedali, aziende, caserme e locali commerciali.L’esercizio è stato contrassegnato anche da importanti investimenti: 20,6 milioni di euro, indirizzati alle nuove aperture ma anche all’ammodernamento delle strutture gestite nelle diverse aree territoriali, in relazione a capitolati di appalto che, sempre più spesso, richiedono piani di investimento integrati alla gestione delle commesse pubbliche. Ed è proprio la committenza pubblica – prevalente nel parco clienti di Cir Food – a produrre le tensioni finanziarie (a causa del pesantissimo ritardo nei pagamenti) che la cooperativa ha comunque assorbito anche nel 2011, nonostante un inevitabile calo della liquidità, grazie alla propria solidità con un patrimonio netto di 64,8 milioni €, di cui 16,3 di capitale sociale sottoscritto.L’utile netto di esercizio è pari a 7,6 milioni di euro (5,7 milioni nel 2010).Gli indicatori fondamentali mostrano una sostanziale stabilità, con un buon incremento del margine operativo lordo, passato dai 23,6 milioni di euro del 2010 ai 26,2 milioni del 2011 e un miglioramento del reddito operativo, salito da 16,7 ai 18,1 milioni € nel 2011.Decisamente in controtendenza rispetto al contesto socio-economico italiano i dati relativi all’occupazione: Cir Food al 31/12/2011 registra, infatti, il raggiungimento delle 10.643 unità (+23,5% rispetto al 2010), dato da attribuire non solo all’integrazione degli organici delle società acquisite, ma anche allo sviluppo nelle diverse aree del Paese. Da segnalare, sotto il profilo sociale, che la comunità aziendale di CIR food è composta per il 90% donne e che le maternità registrate nel 2011 sono state ben 473. Altro elemento positivo è l’importante incremento dei soci lavoratori (+18,4%), che ora rappresentano il 53% del personale impiegato. <>. <>.I risultati nell’area Emilia Ovest (Reggio Emilia, Parma e Piacenza)Nell’area territoriale storica, nel 2011 Cir Food ha gestito 123 strutture di ristorazione, a cui fanno capo 1.337 addetti (di cui ben 1.143 soci lavoratori), che hanno servito 8.615.000 pasti per un fatturato complessivo di 58,3 milioni di euro, in crescita rispetto al 2010 e superiore agli obiettivi di budget. Da segnalare che oltre la metà della raccolta nazionale del prestito sociale (35,7 milioni di euro sui 62,3 milioni complessivi) è concentrata in quest’area, dove la base sociale, nonostante il consistente sviluppo di Cir Food nel Paese, continua a rappresentare il cuore pulsante della cooperativa.Tra le recenti novità del 2012 segnaliamo l’apertura del nuovo ristorante self service a Bibbiano (RE) che serve il bacino industriale pedecollinare con una potenzialità produttiva di 400 pasti al giorno. Altri investimenti previsti riguardano la realizzazione di un nuovo centro pasti e self service a Casalgrande (Reggio Emilia) e di un centro di cottura a Castelnuovo Monti dedicato alla ristorazione scolastica.

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