Cna REGGIO EMILIA e Prefina chiedono un confronto agli istituti bancari


REGGIO EMILIA 25 GENNAIO Nel corso del 2011 si è assistito ad una complessiva riduzione dei finanziamenti verso le piccole e medie imprese, questo ha comportato gravi conseguenze per le PMI che pure avevano registrato un modesto incremento di fatturato nel primo semestre 2011. I dati relativi alla operatività di UNIFIDI sono significativi nella lettura del loro andamento: mentre fino a giugno si registrava un aumento di volumi e di operazione (+ 26% a giugno anno su anno, dato dettato principalmente da una maggiore richiesta di garanzie degli istituti sulle operazioni di prestito) da luglio in poi si è assistito a un forte rallentamento che ha riportato i dati finali di Unifidi Emilia Romagna ai livelli 2010. Nei mesi di novembre e dicembre si è sfiorato il blocco delle erogazioni anche di operazioni già concordate e decise.“Oggi il primo problema per le piccole e medie imprese è la stretta del credito – commenta Alcide Paterlini, presidente di Prefina, la società del sistema CNA che si occupa di credito e sistema delle garanzie UNIFIDI – la fase di crescita di cui tutti parlano si può alimentare soltanto in un contesto nel quale le imprese sono supportate dagli istituti bancari e non lasciate a loro stesse come succede ora, le aziende da sole non possono avere la forza necessaria a fare crescere i progetti di investimento che creerebbero sviluppo economico e occupazione”.Su 11.542 finanziamenti garantiti da Unifidi sono 8.137 e cioè oltre il 70% quelli che hanno riguardato il sostegno alla liquidità, a riprova del perdurare di una crisi sopratutto finanziaria delle PMI. Questo dato testimonia lo slittamento delle intenzioni di investimento in nuovi progetti delle PMI in un contesto socio-economico nel quale gli istituti bancari di fatto disincentivano questa opportunità di sviluppo. Anche per quanto riguarda i finanziamenti a breve termine si è assistito a brusche frenate con diverse revoche e richieste di riduzioni e di garanzie, mettendo a dura prova le imprese già in difficoltà per l’allungamento dei pagamenti.Occorre poi sottolineare che i meccanismi di calcolo del rating risultano spesso penalizzanti per le PMI e in genere per le piccole imprese con la conseguenza che oltre a aumentare il costo del credito diviene sempre più difficile l’accesso. Cna e Prefina promuoveranno nelle prossime settimane azioni verso i diversi istituti di credito presenti nel tessuto reggiano. Azioni volte a discutere e definire i tempi di concessione dei crediti, le loro condizioni, e le metodologie di giudizio delle imprese e dei progetti stessi, che oggi appaiono più influenzate da dati patrimoniali che dalla obiettiva valutazione della qualità progettuale e della sua capacità di produrre valore come economia reale.I dati economici domestici in termini di crescita fanno davvero paura e sempre più disegnano uno scenario nel quale gli istituti di credito non possono abdicare al loro ruolo di partner dell’impresa nell’accompagnare e stimolare i progetti di innovazione che possano scongiurare un impoverimento economico diffuso della nostra provincia.

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