ASSEMBLEA CNA REGGIO “LE BANCHE RITROVINO LA FIDUCIA NEGLI ARTIGIANI E NELLE PICCOLE-MEDIE IMPRESE ”


REGGIO EMILIA 24 GIUGNO Un’assemblea annuale utile per le imprese con un approfondimento sul tema “Basilea 3: cosa cambia per le imprese” è quella che si è tenuta nel pomeriggio di oggi al Classic Hotel di via Pasteur. La scelta di CNA per l’incontro con tutti gli aderenti all’Associazione e con molteplici ospiti esterni è stata dettata da concretezza e voglia di guardare al futuro delle piccole e medie imprese, in collaborazione e condivisione di intenti con UGF Banca e Unipol Assicurazioni. A dare il via ai lavori la relazione del presidente provinciale di CNA Tristano Mussini che ha ribadito l’importanza dell’assemblea annuale come momento di condivisione e di confronto. “La gravità della crisi che negli ultimi due anni ha colpito i mercati finanziari di tutto il mondo – ha sottolineato il presidente Tristano Mussini – ha evidenziato la necessità di un profondo ripensamento dei mercati, tradotta nella formulazione delle linee guida di Basilea 3, a nostro avviso positiva. Allo stesso tempo però, per garantire al mondo della piccola-media impresa e dell’artigianato un accesso al credito adeguato alle esigenze di consolidamento e sviluppo, invertendo la preoccupante tendenza dell’aumento dei restringimenti già in atto, diciamo no a un’applicazione rigida delle regole di Basilea 3, pena il soffocamento dell’economia. Confidiamo in una rapida soluzione che coinvolga il Governo e l’Abi e agli istituti bancari che operano sul territorio chiediamo una finanza innovativa, maggiore coerenza tra prodotti e servizi offerti rispetto alle necessità delle imprese, maggiore sostegno ai passaggi generazionali e una valutazione che tenga conto del valore dei progetti industriali e non solo delle garanzie offerte. Le imprese, soprattutto quelle piccole, hanno bisogno delle banche così come le banche hanno bisogno di relazioni più aperte e trasparenti con le imprese per innescare un circolo virtuoso che potrà ridare slancio al nostro territorio”.Il tema scelto per l’occasione, “Basilea 3: cosa cambia per le imprese”, è stato poi oggetto di un approfondimento condotto da esperti della materia per fornire informazioni utili alle imprese in vista dell’introduzione di questo nuovo sistema di accesso al credito. Alla tavola rotonda hanno partecipato Elisabetta Gualandri, docente di Economia degli Intermediari Finanziari della Facoltà di Economia “Marco Biagi” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Gabriele Morelli, segretario di CNA Emilia Romagna, Alberto Clapci, Area Manager UGF Banca per l’Emilia Romagna. Dal confronto tra gli esperti è emerso il quadro dell’andamento del credito in Emilia Romagna. Dopo la restrizione del credito iniziata nel 2008, vi è un miglioramento, meno accentuato per le PMI, dagli ultimi mesi del 2010: i prestiti bancari hanno segnato un +5,5% nel marzo 2011 sul marzo 2010, soprattutto per le imprese medio-grandi. Una maggiore debolezza si è registrata nei settori del tessile-abbigliamento e della fabbricazione macchinari. Le imprese presentano ancora elementi di fragilità: anche in Emilia Romagna aumentano i crediti in sofferenza e i fallimenti. Punti di debolezza delle imprese italiane in generale che possono influire sulla valutazione delle banche. Si registra una scarsa patrimonializzazione e uno sbilanciamento dell’indebitamento bancario sul breve termine. Inoltre le dimensioni ridotte rispetto ai principali competitors europei riducono la capacità competitiva e innovativa delle nostre imprese, penalizzate da scarse risorse per ricerca e sviluppo, e ne rendono più difficile l’internazionalizzazione.E’ in questo quadro che si inserisce l’introduzione graduale di Basilea 3, che entrerà a pieno regime solo a fine 2018, richiedendo alle banche risorse patrimoniali maggiori e di qualità più elevata. Anche le banche italiane, meno coinvolte nella crisi, devono comunque adeguarsi ai nuovi standard con operazioni di rafforzamento patrimoniale. In totale si stima che nei prossimi anni debbano essere reperite risorse per circa 40 miliardi di euro (11 miliardi di aumenti di capitale sono stati avviati già nel 2011). Per le imprese si prospettano possibili problemi di disponibilità e costo del credito in relazione alla capacità delle banche di ricapitalizzarsi adeguatamente a sostenere la domanda di credito delle imprese e all’andamento dei tassi di interesse ufficiali della BCE, previsti in crescita. Possibili criticità sono legate all’andamento del costo della raccolta sui mercati per le banche, poichè il premio al rischio per le banche italiane aumenta rispetto alle banche di Germania e Francia anche a causa del maggior rischio paese dell’Italia e al permanere degli elementi di fragilità delle imprese stesse e loro grado di rischio.

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